Psicologia e Taoismo: LA RABBIA

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Dove ci porta la rabbia? Quali azioni ci fa compiere, quali parole ci fa dire, anche se non vogliamo? Come agisce dentro di noi, come ci cambia? Ma soprattutto: come possiamo affrontarla, gestirla, evitare che ci rovini la vita? Ne parliamo al prossimo seminario…

Miriam Carcano e Paolo Gorini fondono di nuovo le teorie psicologiche con la disciplina del Taoismo per costruire un originale percorso di crescita interiore. Stavolta si lavora per affrontare la regina dei sentimenti negativi: la rabbia.

Nell’incontro di domenica 26 gennaio 2014, dalle ore 9.00 alle 16.00, impareremo a riconoscerla e soprattutto a gestirla, per poter affrontare la vita un po’ più serenamente.

Programma e scopo del corso:

1)    Riconoscere la rabbia e prenderne consapevolezza.
2)    Rendersi conto che la rabbia è un’emozione dannosa non solo quando viene espressa esageratamente, ma forse ancora di più quando viene repressa o addirittura non percepita, perché agisce nel subconscio creando problemi psicosomatici.
3)    Capirne gli effetti. Decidere se è funzionale o penalizzante per la nostra vita.
4)    Imparare le tecniche psicologiche per capire e governare questa emozione spesso difficile da gestire.
5)    Utilizzare il Taoismo come mezzo per affrontare la rabbia in maniera diversa e costruttiva.
6)    Scoprire quali benefici possiamo trarre della combinazione delle due discipline.

Vi aspettiamo nella nuova sede del Centro dell’Essere, in via Rismondo 81, a Seregno.

Per iscrizioni, costi o informazioni varie potete scrivere o telefonare a:

Miriam Carcano miriamcarcano@infinito.it tel 3395016281
Paolo Gorini eucalipto01@libero.it   tel.3386234393.

Vi ricordiamo che le iscrizioni saranno raccolte entro lunedì 20 gennaio.

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La lista per il 2013

lista buoni propositi

Il momento delle feste di fine anno spesso si presta all’introspezione e diviene occasione per fare bilanci su come si è vissuto l’anno passato e per formulare nuovi propositi. Vi suggeriamo un po’ di “compiti” per affrontare al meglio il 2013

1- Decidete i vostri obiettivi per l’anno nuovo, ciò che volete realizzare. Poi scriveteli su un foglio con un pennarello che attaccherete nel luogo della casa che frequentate di più, ad esempio la cucina. Vi ricorderà dove volete arrivare e vi segnerà la strada;

2- Ditevi “Ti voglio bene” davanti allo specchio almeno una volta al giorno;

3- Chiedetevi cosa volete cambiare di voi stessi, quali aspetti della vostra personalità volete sviluppare, persone e cose che volete mantenere, difetti o cattive abitudini che meritano di essere ridotti o buttati;

4- Almeno 2-3 volte al giorno prendetevi tempo e spazio. Dedicate 5 minuti ad ascoltare la vostra voce interiore, fate silenzio, uscite dal caos della mente superficiale e state nel qui e ora;

5- Rispettate i vostri bisogni interiori: se non lo farete prima di prodigarvi per gli altri non avrete nulla da dare e vi sentirete svuotati. Volersi bene davvero è il modo migliore per essere davvero d’aiuto alle persone che ci stanno attorno;

6- Cercate di essere consapevoli delle vostre scelte, è l’unico modo di essere liberi. Chiedetevi sempre: “Sto scegliendo l’amore o la paura?”

7- Evitate di giudicarvi in continuazione, di criticarvi, di considerare voi stessi vittime sfortunate. Le parole sono importanti, anche quelle pronunciate interiormente. Sostituite quelle poco lusinghiere con altre dal significato positivo. Avere pensieri belli e positivi verso se stessi è il primo passo per farci apprezzare dal resto del mondo;

8- Cercate di comprendere anche chi vi sta antipatico o vi irrita: a volte per evitare di sbottare e di cedere all’ira basta mettersi 5 minuti nei panni altrui… prendete tempo;

9- Non cercate di controllare ogni aspetto dell vostra vita. Ricordate la legge dell’impermanenza: accettarla vuol dire essere molto vicini alla serenità interiore;

10- Ricordate di avere un libero arbitrio e che anche gli altri ce l’hanno. Voi siete responsabili di quello che dite, fate e pensate, non di quello che dicono, fanno o pensano gli altri…

Buon 2013 a tutti!

L’arte di non adirarsi

La saggezza antica non proviene solo da luoghi lontani dalla nostra cultura d’origine. Alcuni filosofi greci o romani avevano già affrontato temi quali la ricerca della felicità, il distacco dalle passioni distruttive, l’esercizio della meditazione come strumento per il benessere interiore; dobbiamo solo riscoprirli.

L’arte di non adirarsi, dello stoico Lucio Anneo Seneca, è un esempio di classico da tenere sul comodino per rispolverarne le intuizioni e trarne beneficio.

Il trattato, scritto attorno al 41 d.C. in 3 libri dedicati al fratello dell’autore, Novato, prende in esame i diversi aspetti dell’ira: è vero che serve in battaglia a compiere azioni eroiche, come afferma Aristotele? Com’è deformato l’aspetto da un uomo iracondo? Il saggio può provare ira, magari contro chi compie ingiustie? Perché l’uomo di governo non deve agire con ira? Come può farlo? Cosa si può/deve fare per non far affiorare il temperamento iracondo e vivere una vita più serena?

Secondo l’autore, l’ira è la passione peggiore di tutte, perché se le altre trovano soddisfazione in se stesse, questa cresce via via e si autoalimenta quando chi ne è affetto non è in grado di soprassedere sulle offese più banali, non sa mettersi nei panni degli altri, si prende troppo sul serio ed è incline a ingigantire i difetti altrui e a minimizzare o azzerare i propri. Seneca suggerisce inoltre di meditare tutte le sere sulle proprie azioni della giornata , in modo che, comprendendo i propri difetti e correggendoli, si possa essere più indulgenti anche con gli altri.

Chicche come “Uno si adira contro di te? E tu provocalo con un gesto di bontà!” oppure “Il miglior rimedio all’ira è l’indugio, l’attesa”, o ancora “Un animo veramente grande e ben consapevole del proprio valore non raccoglie l’offesa, non la sente e perciò non si vendica” sono degne dei grandi maestri spirituali.

Il testo risente naturalmente della cultura romana di I secolo, con tutti i limiti del caso. Da segnalare però che Seneca affronta anche l’educazione dei bambini, la gestione “umana” degli schiavi, l’ira collettiva, l’entità delle pene da infliggere ai criminali, precorrendo di quasi 1700 anni le considerazioni degli illuministi come Beccaria.

Un libro per tutti coloro che hanno voglia di riscoprire la saggezza di filosofi a noi vicini per cultura e per troppo tempo dimenticati.

Lucio Anneo Seneca
L’arte di non adirarsi – De ira
Grandi tascabili economici Newton
6,00 euro