Fotoracconto Ischia 2013

A Ischia, anche quella di quest’anno è stata una bellissima vacanza: abbiamo preso il sole, meditato nel bosco, lavorato intensamente per prenderci cura di noi stessi. Ecco un piccolo fotoracconto che vogliamo condividere con voi…

Il seminario
Detto così, sembra qualcosa di noiosissimo! Invece a noi le mattine di “esercizi” sono volate: abbiamo lavorato su yin e yang, sulla complementarietà, sul lato maschile e femminile della personalità in ciascuno di noi;

per ricordarci che dobbiamo voler bene a noi stessi prima di poter amare anche gli altri, ci siamo fatti coccolare dall’acqua calda della piscina;

per ritrovare la centratura e recuperare parti della nostra anima persi a causa dei traumi della vita, ci siamo fatti aiutare dall’energia della natura: abbiamo camminato nel bosco di notte e poi ci siamo tornati di giorno per un ultimo lavoro di gruppo che comprendeva anche la meditazione. Tutto il lavoro è stato accompagnato dal bellissimo suono dell’arpa.

Insomma, abbiamo affrontato le “lezioni” di integrazione degli opposti e recupero dell’anima, nonostante l’intensità degli argomenti trattati, anche con allegria e serenità… A voi cosa sembra?

La vacanza
Se ci siamo divertiti a “lavorare”, figuriamoci con il resto! E’ stata una vacanza di vero relax: buon cibo (con una vista spettacolare), chiacchiere, danze serali, pomeriggi a prendere il sole, leggere e nuotare.
Non invidiateci troppo…

Miriam

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La realtà ti deprime? Cambiale cornice!

Williams

I momenti di crisi e cambiamento sono sempre qualcosa di molto difficile da affrontare: quando si perde un lavoro o un amore, o semplicemente quando si trasloca da una casa a un’altra o si è costretti a percorrere un nuovo tragitto per andare in ufficio, ci sentiamo più o meno confusi e disorientati.

Questo perché, che lo vogliamo o no, siamo legati alle nostre abitudini, sia buone che cattive, più di quanto non crediamo. L’essere umano difficilmente riesce a sganciarsi dalle esperienze passate, non solo da quelle positive, ma anche da quelle negative, perché fanno parte di una routine ben consolidata e talvolta anche molto efficiente.

In questa “zona di comfort“, chiamata così perché rassicurante e nota, continuiamo a compiere le stesse azioni e, talvolta, anche gli stessi errori; se anche c’è qualcosa che ci fa stare male o che ci dà fastidio, lo tolleriamo perché è conosciuto.

Come modificare questa situazione? Innanzitutto cercando di vedere la realtà presente sotto un diverso punto di vista, cambiendole cioè cornice. Come una vecchia foto di famiglia può essere rinnovata e assumere un nuovo significato e nuove sfumature con una cornice diversa, così anche la realtà, vista sotto un nuovo punto di vista, può essere meno deprimente di quanto non sembri.

La perdita di un lavoro può diventare l’opportunità per reinventarsi e indirizzarsi verso qualcosa di più appagante e stimolante; la fine di un amore può essere l’occasione per scoprire l’interesse di una nuova persona, più attenta ai nostri bisogni e più in linea con noi; il cambio di strada alla mattina può essere il pretesto per scoprire angoli della città mai visti o esplorati.

E poi, rinunciando alla paura: uscire dalla zona di comfort può essere difficile, ma molto produttivo per ampliare conoscenze, orizzonti, per fortificarci e scoprire magari che qualcosa che non avremmo mai pensato potesse “fare per noi” in realtà ci dà gioia e ci rende persone migliori.

Un piccolo esercizio per cambiare cornice potrebbe essere questo: individuate un evento negativo che vi è accaduto negli ultimi tempi e provate a scrivere su un foglio 3 elementi per rileggerlo in chiave positiva (se ci riuscite) o quantomeno non così deprimente come potrebbe apparirvi ora.

E’ un esercizio difficile, ma che può dimostrare davvero come un cambio di prospettiva, anche piccolo, possa aiutare a trasformare la propria visione del mondo e il proprio modo di agire, darsi forza e affrontare la vita in modo più propositivo.

Pasqua 2013 – E’ il momento di risorgere…

pasqua2
Fin dai tempi più antichi, in tutte le tradizioni, l’inizio della primavera viene celebrato come un periodo di passaggio e soprattutto di rinascita: dopo il “congelamento” apparente dell’inverno, in cui tutto sembra immutabile e fisso, la vita torna a muoversi, la pioggia a cadere e a nutrire la terra, i fiori a sbocciare, gli animali a riprodursi.
Risorge la vita da ciò che era creduto morto.

Al di là del significato religioso della Pasqua, dunque, se ne può trovare anche uno simbolico e psicologico: come l’uovo che non a caso si trasforma e diventa gallina, come il bruco che diventa farfalla e il seme pianta, anche l’essere umano può scorgere in sé il nucleo del cambiamento e della sua autorealizzazione, per “risorgere” a nuova vita, lasciando andare ciò che non ha più senso di esistere.

Buona Pasqua a tutti voi dal Centro dell’Essere!