Perché sono importanti le chiacchiere serali (attorno al fuoco)

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Avete mai chiacchierato, di notte, davanti a un fuoco? Magari seduti attorno a un falò in spiaggia, o adagiati comodamente sul divano, mentre fissate incantati le fiamme crepitanti di un caminetto, in inverno? Ecco, se lo avete fatto, avete reso omaggio ai vostri antenati ed è un po’ come se li aveste “ringraziati”.

Nella storia evolutiva degli esseri umani, infatti, le chiacchiere serali e notturne intorno al fuoco sono state importantissime, anzi, fondamentali. Lo afferma una ricerca di Polly W. Wiessner, dell’Università dello Utah a Salt Lake City, pubblicata sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”.

Secondo lo studio, che si è basato anche sull’osservazione diretta da parte della scienziata delle abitudini dei San, o Boscimani del Kalahari, che ancora vivono di caccia e raccolta, è stato grazie alle conversazioni notturne che gli esseri umani hanno sviluppato le interazioni sociali, non praticabili durante le attività quotidiane di caccia e raccolta.

Il controllo definitivo del fuoco è avvenuto circa 400.000 anni fa, nello stesso momento in cui l’uomo ha sviluppato il linguaggio, le credenze religiose e la trasmissione di conoscenze e valori culturali. Secondo la ricerca, è stato proprio grazie a questo “tempo in più” per le interazioni sociali, concesso dalla luce del fuoco, che l’essere umano ha iniziato il suo sviluppo interiore.

Ecco cosa è emerso dall’osservazione di Wiessner dei San: mentre le ore diurne di questi cacciatori raccoglitori così simili ai nostri antenati erano dedicate alle conversazioni pratiche, alle critiche, alle lamentele, ai conflitti verbali o agli scherzi, le ore notturne erano occupate da racconti, aneddoti, canti e danze a sfondo religioso, momenti di rievocazione della memoria collettiva.
Momenti introspettivi che fanno dell’essere umano quello che è.

Oggi per le chiacchiere serali basta… una lampadina! Ed è bello sapere che ci rendono, in qualche modo persone “migliori”, più profonde, che esprimono una parte importante della natura umana. Ma quanto sarebbe più poetico un falò?

Foto di copertina ©apps.iss.wisc.edu

[fonte: lescienze.it]

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Domani è il #socialbookday!

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Domani, 15 ottobre 2014, cade il secondo Social book day, giornata dedicata alla lettura e allo scambio di idee. Lo scopo è evidente: condividere libri, incentivare l’hobby della lettura in un Paese in cui, ormai, si legge sempre meno (sia su supporto cartaceo, sia su suporto digitale).

Ci piacerebbe celebrare questa bella occasione con voi. Partecipare è molto semplice: è sufficiente twittare o pubblicare su Facebook e su tutte le altre piattaforme social (anche Google+, Pinterest o Instagram, tramite foto) una frase personale, un pensiero, una citazione del proprio autore preferito a sostegno della lettura e dei libri e in cui sia sempre presente l’hashtag #socialbookday.

Noi pubblicheremo sulla nostra pagina, per tutta la giornata, frasi di autori che ci sono piaciuti e che ci hanno aiutato nella nostra crescita personale.

Ci aiutate a rendere questa giornata indimenticabile, condividendo i post e segnalandoci (anche sulla bacheca Facebook o taggandoci su twitter) le vostre frasi/citazioni più belle e più significative?

Lo staff del Centro

 Foto di copertina: © http://www.huffingtonpost.com

3 cose da fare a carnevale

mascheraA carnevale ogni scherzo vale. Non solo: come nella miglior tradizione degli antichi Saturnali, questo è un momento dell’anno in cui, grazie al trucco e al travestimento, possiamo divertirci, sovvertire l’ordine delle cose ed essere quello che vogliamo, per gioco ma anche per davvero. Prendiamo spunto

1- Cambiamo abiti. Ogni giorno è un buon giorno per cambiare. E allora, magari, partiamo da carnevale. Un cambio di look, preso singolarmente, non vuol dire nulla. Se però lo consideriamo una coccola, un modo per far vedere fuori quello che abbiamo dentro, può essere un punto di partenza per un cambiamento graduale. E’ come se cambiassimo prospettiva sulla nostra stessa realtà e questo costituisce un piccolo passo.

2- Ricordiamoci di ridere. La risata è terapeutica, sia quella spontanea, a crepapelle, sia (strano a dirsi) quella forzata. Non è necessario fare scherzi agli amici… guardiamo un film buffo e iniziamo a ridere.

3- Proviamo una cosa nuova. La vita è fatta di esperienze piccole e grandi. La cosa “nuova” potrebbe essere semplicemente programmare un weekend fuoriporta da soli o con gli amici, una passeggiata in un luogo che non si è mai visto della città, un acquisto rimandato da tempo… O ancora può essere quel corso di yoga o di meditazione o di tiro con l’arco a cui non ci siamo mai iscritti. Per un giorno proviamo a “sentire” che possiamo fare quello che vogliamo.
Magari può funzionare anche per i giorni successivi…

In vacanza… impariamo a meditare!

meditationLo abbiamo detto più volte: l’estate ci consente di staccare dalle cattive abitudini, resettare la mente, iniziare nuove (buone) pratiche per prenderci cura di noi stessi. Una di queste è sicuramente la meditazione, ma… come si fa a essere certi di rimanere costanti anche una volta tornati dalle vacanze?

Il segreto è approcciarsi alla meditazione con il metodo che si sente più adatto alle proprie abitudini: ecco allora qualche trucco per migliorare la costanza in modo da portare l’esperienza della meditazione estiva anche a casa, dopo il rientro, nella quotidianità.

1 – Stabilite un orario
L’ideale sarebbe meditare sempre alla stessa ora, scegliendo un momento che vada bene anche al rientro dalle ferie. Per esempio, meglio non abituarsi a meditare alle 10 del mattino mentre siete al mare, sapendo di non poterlo fare al vostro ritorno perché a quell’ora sarete certi di essere in ufficio…

2- Iniziate “soft”
Meditare un’ora il primo giorno, mezz’ora il secondo e nemmeno un minuto il terzo perché già ci si è stufati di “perdere tempo” non solo è inefficace, ma è persino deleterio, perché trasmette una inconscia sensazione di fastidio che allontana le persone dalla pratica. Meglio prendersi solo dieci minuti e poi aumentare il tempo in seguito… faciliterà la costanza!

3- Fate attenzione al vostro corpo
La meditazione più semplice di tutte prevede di ascoltare per prima cosa il corpo, prendendosi alcuni minuti per “sentire” se ci sono tensioni e rigidità. L’attenzione deve passare poi al proprio respiro: questo consente di “staccare” dai pensieri ricorrenti quotidiani, che ci arrecano stress e preoccupazioni. Ogni volta che questi pensieri tornano alla mente, di qualunque natura essi siano, è necessario porre nuovamente attenzione al respiro.

4- Ricordate che l’unione fa la forza
Anche se la meditazione è una pratica personale, iniziare con qualcuno aiuta a non perdersi d’animo e a continuare giorno dopo giorno. Anche seguire un corso, una volta tornati dalle ferie, può essere una buona idea per avere lo sprone necessario a non interrompere la pratica e anzi vi consentirebbe di eseguire meditazioni più intense almeno una volta la settimana.

Vi auguriamo buona costanza!

Fotoracconto Ischia 2013

A Ischia, anche quella di quest’anno è stata una bellissima vacanza: abbiamo preso il sole, meditato nel bosco, lavorato intensamente per prenderci cura di noi stessi. Ecco un piccolo fotoracconto che vogliamo condividere con voi…

Il seminario
Detto così, sembra qualcosa di noiosissimo! Invece a noi le mattine di “esercizi” sono volate: abbiamo lavorato su yin e yang, sulla complementarietà, sul lato maschile e femminile della personalità in ciascuno di noi;

per ricordarci che dobbiamo voler bene a noi stessi prima di poter amare anche gli altri, ci siamo fatti coccolare dall’acqua calda della piscina;

per ritrovare la centratura e recuperare parti della nostra anima persi a causa dei traumi della vita, ci siamo fatti aiutare dall’energia della natura: abbiamo camminato nel bosco di notte e poi ci siamo tornati di giorno per un ultimo lavoro di gruppo che comprendeva anche la meditazione. Tutto il lavoro è stato accompagnato dal bellissimo suono dell’arpa.

Insomma, abbiamo affrontato le “lezioni” di integrazione degli opposti e recupero dell’anima, nonostante l’intensità degli argomenti trattati, anche con allegria e serenità… A voi cosa sembra?

La vacanza
Se ci siamo divertiti a “lavorare”, figuriamoci con il resto! E’ stata una vacanza di vero relax: buon cibo (con una vista spettacolare), chiacchiere, danze serali, pomeriggi a prendere il sole, leggere e nuotare.
Non invidiateci troppo…

Miriam

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