Ancora stress da rientro? Mangia l’uva

grape

Le vacanze sono terminate quasi per tutti ed è ora di rietrare al lavoro: molti di noi fanno fatica a riadattarsi ai vecchi ritmi. Per questo, ci viene in aiuto un frutto di stagione: l’uva.

Secondo una ricerca abbastanza recente, svolta dall’Istituto di patologia vegetale dell’Università di Milano e pubblicata sul Journal of the Science of Food and Agricolture, la melatonina presente nella buccia delle uve rosse aiuterebbe a regolare i ritmi sonno-veglia, scombinati dal relax estivo. Una scorpacciata di uva sarebbe quindi l’ideale per riabituarsi ai ritmi invernali e riprendere il lavoro con una marcia in più.

Altre proprietà dell’uva
Il “frutto di Dioniso” è ricco di proprietà. Ne elenchiamo solo alcune: gli acidi organici in essa presenti – tartarico, glicolico, malico, succinico, citrico e acetico – favoriscono i processi metabolici di tutti i principi attivi (carboidrati, grassi e proteine). L’enocianina, una sostanza colorante che si trova nell’uva rossa, ha un’azione tonica sul sistema nervoso e sui muscoli. Il resveratrolo (un fenolo) presente negli acini è antiossidante, così come gli altri polifenoli.
Importante è l’azione sul fegato: l’uva lo stimola a produrre la bile e favorisce la digestione.
Il frutto è infine depurativo, energetico, rinfrescante e vitaminico.

Curiosità sull’uva
Il frutto settembrino per eccellenza è coltivato sin da tempi antichissimi: diversi studi suggeriscono che la vite fosse coltivata in Sicilia già 4000 anni fa, anche se la vera diffusione del frutto avvenne prima coi Greci e poi coi Romani. La sua comparsa sulle tavole dei nostri antenati (e quindi la sua importanza) è posteriore a quella dei cereali: ecco perché la comparsa dell’uva è attribuita a un dio “nuovo”. A confermarlo sono le leggende: la dea Demetra (assimilabile alla Grande Dea Madre, per cui era sacra la coltivazione del grano) giunse in Sicilia a nascondere la figlia Persefone in una grotta. Zeus la trovò, la sedusse prendendo la forma di un serpente e dalla sua unione con la figlia di Demetra nacque Dioniso. Quando la gelosissima moglie del padre degli Dei, Era, lo scoprì, mandò i Titani a far uccidere il bambino, che fu squartato e bruciato. Dai suoi resti, nacque la prima pianta di vite.
Ecco perché l’uva e soprattutto il vino sono strettamente legati ai misteri dionisiaci di morte e resurrezione, che si ritrovano anche nel cristianesimo.

5 cose da fare per superare l’ansia degli esami

maturitàL’orale di maturità incombe per moltissimi ragazzi italiani, ormai stressati e stanchi dopo un intero anno di scuola. Ecco qualche dritta (soprattutto per gli studenti più apprensivi) per superare l’ansia e la paura di non farecela.

1- Durante i giorni che precedono l’orale, meditate focalizzando l’attenzione sul vostro respiro. Bastano davvero pochi minuti la mattina, prima del ripasso, per essere più concentrati e produttivi e soprattutto… più calmi.

2- Fate una colazione abbondante: vi serviranno molte energie per ripassare. Ricordate poi che i repentini cali di zuccheri provocano nel cervello una reazione di stress che incrementa l’ansia, invece di placarla.

3- Guardatevi allo specchio e ditevi qualcosa di bello, di gratificante. Coccolate la vostra autostima. Molti studenti partono negativi, si focalizzano sui (pochi o tanti) argomenti che non ricordano e sono certi che in commissione le domande verteranno proprio su quelli… e infatti di solito è proprio così. Si chiama profezia autoavverante. Per combatterla, serve tanto training mentale e un po’ di fiducia nelle cose che si sanno!

4- Dedicate un’ora della giornata solo a voi stessi, a quello che vi piace, a un’attività rigenerativa. E’ vero, l’orale è alle porte, ma uno studio “matto e disperato” non può che acuire lo stress. Prendetevi del tempo.

5- Se le cose non vanno come sperate e rischiate di fare una figuraccia perché non vi sentite preparati, ricordate che la maturità è solo un momento della vostra vita, non tutta la vostra vita. E che, come ogni altro momento, passerà. Alla fine della giornata i giochi saranno fatti e potrete pensare a godervi le meritate vacanze.

10 consigli per ridere

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Lo sa benissimo chi si occupa, per esempio, di yoga della risata o di terapia del sorriso: ridere o sorridere fa bene alla mente e all’anima, ci rasserena e ci aiuta ad affrontare meglio le avversità della vita. E migliora la salute!

A conferma ulteriore di ciò, è uscito un recente studio, presentato all’Experimental Biology Meeting di San Diego e ripreso dai neuropsicologi di Assomensana.

Gli scienziati che hanno condotto la ricerca sono partiti dal presupposto che un eccesso di cortisolo, ossia l’ormone dello stress, nel sangue comporti, dopo una certa età, disturbi dell’apprendimento e della memoria.

Per effettuare lo studio, sono stati selezionati due gruppi di adulti: uno di persone sane e l’altro di soggetti affetti da diabete. Tutti i partecipanti hanno guardato un video divertente della durata di 20 minuti ogni giorno, mentre un gruppo di controllo non l’ha fatto. I risultati: i diabetici che hanno visto i filmati comici hanno mostrato una maggior riduzione dei livelli di cortisolo nel sangue rispatto agli altri, mentre gli spettatori hanno verificato un miglioramento nei test di memoria. Gli appartenenti al gruppo di controllo, infine, non hanno manifestato miglioramenti rispetto a tutti i parametri presi in esame dalla ricerca.

Ridere si è quindi dimostrato molto utile per godere di un buono stato di salute e ristabilire una visione positiva della vita.

Il professor Giuseppe Alfredo Iannoccari, presidente di Assomensana, dà alcuni consigli per essere più sereni. Ecco i suoi 10 “esercizi per sorridere”:

1. abituarsi a trovare almeno due spiegazioni “alternative e bizzarre” ai diversi eventi;

2. giocare a eliminare dal proprio lessico le parole negative come “no”, “non”, “senza”, “nessuno”, “negativo”, “pochino”, “dramma”, “disastro”, “tragedia” ecc. e cercare di spiegare lo stesso concetto utilizzando un linguaggio costituito da parole dal contenuto positivo come “certamente”, “con piacere”, “grande”, “favorevole”, “d’accordo” ecc.;

3. rievocare una situazione divertente e ripensarla nei minimi dettagli, ricordando anche come ci si sentiva in quei momenti, senza fare altre riflessioni o esprimere giudizi;

4. guardarsi allo specchio e fare cinque facce strane, mantenendole per 10 secondi ciascuna;

5. mettere una matita tra i denti e guardarsi allo specchio per 20 secondi (l’attivazione della muscolatura facciale, costretta ad assumere l’atteggiamento del sorriso, è sufficiente per comunicare al cervello che stiamo sorridendo, modificando positivamente lo stato d’animo);

6. circondarsi di persone positive e divertenti, giocando ad assecondarle, entrando in sintonia con il loro modo di esprimersi;

7. quando si guarda una fotografia, immaginare tre possibili interpretazioni buffe che possono spiegare la situazione rappresentata;

8. scegliere una parola e associarvi cinque caratteristiche positive;

9. guardare il bicchiere “mezzo pieno” (in realtà il bicchiere è sempre pieno: oltre al liquido, l’altra metà è riempita dall’aria!);

10. ricordarsi che le persone con un buon umore, ottimismo ed emozioni positive vivono di più e si ammalano di meno!

Colazione da re e l’ansia se ne va… o quasi – Intervista a Luca Avoledo

uovaAnsia e stress: un’alimentazione corretta e un po’ meno dolce sono fattori indispensabili per tenere a bada questi due “mostri” del nostro tempo. Parola di Luca Avoledo, naturopata esperto di ecologia del corpo, alimentazione e salute naturale, incontrato durante l’ultimo OlisFestival. Ecco cosa ci ha raccontato

Qual è il legame tra ansia e stress da una parte e cibo dall’altra?
Il cibo è in grado di interferire positivamente con la nostra produzione ormonale, in particolare con la produzione di insulina. Secondo diversi studi, i livelli di glicemia che l’insulina va a riequilibrare sono correlati a tutta una serie di squilibri di carattere chimico, interferendo anche con altri ormoni, come l’adrenalina. Quando si abbassano troppo gli zuccheri nel sangue, il corpo si ferma e produce cortisolo: in pratica ha la stessa reazione di stress che manifesta di fronte a un pericolo. L’alimentazione italiana, molto ricca di carboidrati, innesca questo tipo di conflitti glicemici e quindi favorisce anche tutta una serie di manifestazioni psicologico emotive come lo stress, l’ansia, l’insonnia. E’ ovvio che non si possono curare le forme d’ansia molto gravi solo cambiando l’alimentazione, però il fattore alimentare è imprescindibile e addirittura esistono alcune forme d’ansia che hanno un carattere esclusivamente alimentare.

Quindi chi per consolarsi ha l’abitudine di consumare dolci fa un errore doppio?
Senza dubbio. C’è la tentazione di cercare una compensazione nello zucchero, ma l’effetto benefico è di breve durata: dopo l’intervento dell’insulina nel sangue, gli zuccheri tornano a un livello bassissimo e noi quindi torniamo a cercare nuovi dolci. Inneschiamo un circolo vizioso, la cosiddetta fame nervosa: cerco dolci, mi soddisfano per un po’, poi quando l’effetto finisce cosa vado a cercare? Non certo proteine, ma… nuovi dolci!

La nostra colazione è abitualmente dolce… ci dai qualche consiglio?
Una colazione molto dolce è sicuramente sbagliata; mangiare qualcosa di dolce no, nel senso che la mattina è sicuramente il periodo meno negativo della giornata per questo tipo di alimenti. E’ molto importante evitare una colazione sempre dolce: l’italiano medio al mattino mangia solo biscotti, brioches e merendine… Dobbiamo capire che si tratta di un momento importantissimo anche per riuscire a gestire bene ansia, stress e stanchezza: deve essere abbondante e varia, fatta di cibi sani, compresi i cibi proteici. Non sto ovviamente suggerendo di mangiare il brasato con la polenta di primo mattino… però possiamo imparare dagli americani, dagli inglesi o dai tedeschi: facciamo una colazione salata, che non vuol dire con tanto sale, ma con qualche alimento proteico. Mangiamo tanto e in modo sano, con cereali integrali – per esempio se il pane è fatto in casa è meglio, possiamo variare con più facilità – introduciamo sempre una fonte proteica nobile e prendiamo in considerazione le uova… per il primo pasto della giornata sono perfette!

Parli spesso dell’importanza di ridurre progressivamente, dalla colazione alla cena, la quantità di cibo che ingeriamo durante il giorno: anche questo consente di gestire meglio gli stati di ansia e stress?
Certo, influisce profondamente. Secondo tanti studi, fare una colazione ricca, un pranzo per così dire “normale” e una cena leggera è il metodo migliore per rispettare la nostra normale produzione di ormoni (compresa l’endorfina, ormone del benessere) e anche per gestire al meglio le situazioni stressanti e di stanchezza… ecco perché curare l’alimentazione è davvero importante per il nostro benessere psicofisico.

Per saperne di più su questi temi, potete cliccare su questo link.

Sorridi che ti passa

smileSorridere fa bene allo spirito e alla salute, anche o forse soprattutto nei momenti più difficili, quando di inarcare le labbra all’insù non ne vogliamo proprio sapere. Lo confermano gli studi!

Le ricerche che sostengono (dati alla mano) che chi sorride sia più aperto al mondo che lo circonda, più ricettivo e meno incline alla depressione sono davvero moltissime e alcune di esse sono anche alla base di attività come la clownterapia (quella di Patch Adams, tanto per intendrci) o lo yoga della risata.

Anche quando costringiamo i nostri muscoli facciali a sorridere pur non avendone voglia, il risultato in termini di umore e benessere fisico sono molto significativi. Per esempio, qualche anno fa, uno scienziato della Columbia University, Mark Stibich, ha confermato che il sorriso attenua lo stress perché distende l’espressione del viso, rallenta il respiro, decontrae i muscoli.

Una ricerca del Westfield State College dimostra inoltre (anche se non c’è bisogno di dati scientifici per intuirlo…) che chi sorride, specie se è maschio, è più attraente e ha più facilità nei rapporti sociali.

Ecco perché sorridere deve essere un preciso compito da assolvere ogni giorno, un esercizio terapeutico da svolgere specialmente se si sente che qualcosa nella propria vita non va!

Si può…

1- Trascorrere del tempo con gli amici più divertenti che si conoscono;
2- Guardare qualcosa di buffo in tv;
3- Evocare ricordi felici;
4- Forzare i muscoli facciali a sorridere.

Provare per credere!