Sul lavoro e su Steve Jobs

Steve jobs

Il compianto Steve Jobs, oltre a essere noto per aver dato vita ad alcuni dei più famosi e utili prodotti Apple, è anche celebre per quello che viene chiamato “il discorso di Stanford” (il cui testo tradotto è a questo link).

Di quell’importante discorso, spesso, si ricordano solo alcuni stralci, presi perlopiù dalla parte finale: il famoso “stay foolish, stay hungry”, ossia “siate folli, siate affamati”;  il fatto di non farsi intrappolare dai dogmi, di seguire il proprio cuore e di non vivere la vita di qualcun altro, ma solo la propria; il fatto di cercare e di fare un lavoro che si ami.

Sono tutte parti del discorso di Stanford, ma non sono IL discorso di Stanford. Da questi stralci, raccontati dai media, può emergere un ragazzino viziato, che ha voglia di fare solo quello che gli piace e nient’altro. E in molti (in troppi) sanno quanto è difficile in un momento di crisi lavorativa fare solo quello che piace, quello che detta il cuore, infischiandosene del bisogno di uno stipendio per pagare le bollette, la spesa, l’affitto o il mutuo.

Dall’intero discorso di Stanford emerge invece un uomo che ha preso tante batoste. Che ha fatto lavori per pochi centesimi di dollaro. Che per un periodo della sua vita ha gustato l’unico pasto decente della settimana al tempio degli Hare Krishna. Che è stato tradito dagli amici e licenziato dall’azienda che aveva co-fondato. Che nonostante tutto, ha fatto in modo di non arrendersi mai e di restare sempre fedele a se stesso. Che ha tratto dalle esperienze negative sempre nuovi spunti per reinventarsi.

Ecco, forse il succo del discorso di Stanford è proprio questo: non “buttare all’aria” quello che si sta facendo per inseguire un sogno senza curarsi della realtà ma, pur vivendo nella realtà, pagando le bollette e preoccupandosi dell’affitto o del mutuo, continuare a cercare il proprio sogno, coltivarlo, coccolarlo, renderlo presente e importante nella nostra vita perché ci definisce e ci ristora e un giorno, forse, potrebbe diventare la nostra attività principale.

Non vi suggeriamo allora di cambiare repentinamente rotta, se non state facendo quello che vi piace, ma di mettervi nella direzione dei vostri desideri più profondi, quello sì. E’ così che si cambia strada. Un piccolo passo costante fatto ogni giorno non vi allontana dalla realtà e, forse, vale di più ed è più efficace di un cambiamento totale e repentino.

Buon lavoro a tutti voi!

Annunci

3 cose da fare a carnevale

mascheraA carnevale ogni scherzo vale. Non solo: come nella miglior tradizione degli antichi Saturnali, questo è un momento dell’anno in cui, grazie al trucco e al travestimento, possiamo divertirci, sovvertire l’ordine delle cose ed essere quello che vogliamo, per gioco ma anche per davvero. Prendiamo spunto

1- Cambiamo abiti. Ogni giorno è un buon giorno per cambiare. E allora, magari, partiamo da carnevale. Un cambio di look, preso singolarmente, non vuol dire nulla. Se però lo consideriamo una coccola, un modo per far vedere fuori quello che abbiamo dentro, può essere un punto di partenza per un cambiamento graduale. E’ come se cambiassimo prospettiva sulla nostra stessa realtà e questo costituisce un piccolo passo.

2- Ricordiamoci di ridere. La risata è terapeutica, sia quella spontanea, a crepapelle, sia (strano a dirsi) quella forzata. Non è necessario fare scherzi agli amici… guardiamo un film buffo e iniziamo a ridere.

3- Proviamo una cosa nuova. La vita è fatta di esperienze piccole e grandi. La cosa “nuova” potrebbe essere semplicemente programmare un weekend fuoriporta da soli o con gli amici, una passeggiata in un luogo che non si è mai visto della città, un acquisto rimandato da tempo… O ancora può essere quel corso di yoga o di meditazione o di tiro con l’arco a cui non ci siamo mai iscritti. Per un giorno proviamo a “sentire” che possiamo fare quello che vogliamo.
Magari può funzionare anche per i giorni successivi…

La realtà ti deprime? Cambiale cornice!

Williams

I momenti di crisi e cambiamento sono sempre qualcosa di molto difficile da affrontare: quando si perde un lavoro o un amore, o semplicemente quando si trasloca da una casa a un’altra o si è costretti a percorrere un nuovo tragitto per andare in ufficio, ci sentiamo più o meno confusi e disorientati.

Questo perché, che lo vogliamo o no, siamo legati alle nostre abitudini, sia buone che cattive, più di quanto non crediamo. L’essere umano difficilmente riesce a sganciarsi dalle esperienze passate, non solo da quelle positive, ma anche da quelle negative, perché fanno parte di una routine ben consolidata e talvolta anche molto efficiente.

In questa “zona di comfort“, chiamata così perché rassicurante e nota, continuiamo a compiere le stesse azioni e, talvolta, anche gli stessi errori; se anche c’è qualcosa che ci fa stare male o che ci dà fastidio, lo tolleriamo perché è conosciuto.

Come modificare questa situazione? Innanzitutto cercando di vedere la realtà presente sotto un diverso punto di vista, cambiendole cioè cornice. Come una vecchia foto di famiglia può essere rinnovata e assumere un nuovo significato e nuove sfumature con una cornice diversa, così anche la realtà, vista sotto un nuovo punto di vista, può essere meno deprimente di quanto non sembri.

La perdita di un lavoro può diventare l’opportunità per reinventarsi e indirizzarsi verso qualcosa di più appagante e stimolante; la fine di un amore può essere l’occasione per scoprire l’interesse di una nuova persona, più attenta ai nostri bisogni e più in linea con noi; il cambio di strada alla mattina può essere il pretesto per scoprire angoli della città mai visti o esplorati.

E poi, rinunciando alla paura: uscire dalla zona di comfort può essere difficile, ma molto produttivo per ampliare conoscenze, orizzonti, per fortificarci e scoprire magari che qualcosa che non avremmo mai pensato potesse “fare per noi” in realtà ci dà gioia e ci rende persone migliori.

Un piccolo esercizio per cambiare cornice potrebbe essere questo: individuate un evento negativo che vi è accaduto negli ultimi tempi e provate a scrivere su un foglio 3 elementi per rileggerlo in chiave positiva (se ci riuscite) o quantomeno non così deprimente come potrebbe apparirvi ora.

E’ un esercizio difficile, ma che può dimostrare davvero come un cambio di prospettiva, anche piccolo, possa aiutare a trasformare la propria visione del mondo e il proprio modo di agire, darsi forza e affrontare la vita in modo più propositivo.

Dal 14 al 16 ottobre Yogafestival a Milano

Lezioni e seminari a prezzi ridotti per una tre giorni ormai tradizionale: a Milano torna lo Yogafestival, quest’anno alla sua sesta edizione.

Il tema della manifestazione 2011 è il cambiamento, il futuro che verrà. La congiuntura attuale è particolarmente difficile, non sappiamo cosa accadrà, il tempo a venire ci sembra totalmente imprevedibile e incontrollabile. C’è la crisi, la situazione politica è incerta, si fa sempre più fatica a trovare lavoro. I seminari e i corsi del festival di quest’anno si prefiggono quindi l’obiettivo di prepararci ad affrontare il cambiamento nel miglior modo possibile, attraverso lo yoga e la meditazione.

Le lezioni saranno tenute da giovani insegnanti e anche da grandi maestri contemporanei. Si partecipa al festival acquistando una tessera associativa (valida 1 anno) dal costo di 7 euro. E’ possibile però anche richiedere la tessera SPECIAL, che permette di acquistare 4 seminari da 2 ore ciascuno al costo di 80 euro anzichè 100 euro.

Questa edizione dello Yogafestival ha diverse novità, come Yoga primi passi, per chi non conosce lo yoga, con la possibilità di chiedere informazioni e chiarire dubbi; il Laboratorio di cucina yogica, per imparare a preparare cibo energetico, usare le spezie, riconoscere gli ingredienti; VeganOk Expo, area dedicata solo alla cucina vegana; e infine Il salotto degli autori, presso la libreria Esoterica.

Sono previsti gli incontri con quattro degli autori di punta della casa editrice Anima:
Giovanna Campo Antico: Tutto è due – sabato 15 ottobre 2011 ore 11:00
Lorenzo Capuano: Ti amo comunque – sabato 15 ottobre 2011 ore 15:00
José Maffina: Gioia & Benessere – domenica 16 ottobre 2011 ore 11:00
Roberto Numa : Dramma cosmico di Jave – domenica 16 ottobre 2011 ore 15:00

Per collaborare con il festival è ancora possibile proporsi come volontari per una delle tre giornate. Le informazioni necessarie si trovano a questo link.