Regalati una rosa (canina)

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Il suo falso frutto colora di rosso tante tisane invernali che, accompagnate a un po’ di buon miele, ci riscalda nelle serate fredde. Parliamo della rosa canina, una pianta usatissima per curare i mali di stagione e perfetta per coccolarsi un po’.

Le scaglie della sua bacca di colore rosso-arancio, che potete trovare in tante tisane già pronte oppure acquistare in erboristeria, hanno infatti tante proprietà: alzano le difese immunitarie, combattono le infezioni respiratorie, accrescono la possibilità di assorbimento di ferro presente negli alimenti, sono antiossidanti, attivano la vitamina B9 (acido folico).

Pensate che, a parità di quantità, la rosa canina contiene circa 40 volte più vitamina C dell’arancia. Il suo consumo è consigliato a tutti, soprattutto a bambini, anziani e donne incinta.

Se volete prendervi cura di voi in inverno, dunque, nulla è più indicato di una tazza di rosa canina. Se non riuscite a dormire, suggeriamo un’aggiunta di miele di tiglio, se dovete digerire preferite il cardo e se volete accrescere il potere disinfettante, meglio l’eucalipto.

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Ancora stress da rientro? Mangia l’uva

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Le vacanze sono terminate quasi per tutti ed è ora di rietrare al lavoro: molti di noi fanno fatica a riadattarsi ai vecchi ritmi. Per questo, ci viene in aiuto un frutto di stagione: l’uva.

Secondo una ricerca abbastanza recente, svolta dall’Istituto di patologia vegetale dell’Università di Milano e pubblicata sul Journal of the Science of Food and Agricolture, la melatonina presente nella buccia delle uve rosse aiuterebbe a regolare i ritmi sonno-veglia, scombinati dal relax estivo. Una scorpacciata di uva sarebbe quindi l’ideale per riabituarsi ai ritmi invernali e riprendere il lavoro con una marcia in più.

Altre proprietà dell’uva
Il “frutto di Dioniso” è ricco di proprietà. Ne elenchiamo solo alcune: gli acidi organici in essa presenti – tartarico, glicolico, malico, succinico, citrico e acetico – favoriscono i processi metabolici di tutti i principi attivi (carboidrati, grassi e proteine). L’enocianina, una sostanza colorante che si trova nell’uva rossa, ha un’azione tonica sul sistema nervoso e sui muscoli. Il resveratrolo (un fenolo) presente negli acini è antiossidante, così come gli altri polifenoli.
Importante è l’azione sul fegato: l’uva lo stimola a produrre la bile e favorisce la digestione.
Il frutto è infine depurativo, energetico, rinfrescante e vitaminico.

Curiosità sull’uva
Il frutto settembrino per eccellenza è coltivato sin da tempi antichissimi: diversi studi suggeriscono che la vite fosse coltivata in Sicilia già 4000 anni fa, anche se la vera diffusione del frutto avvenne prima coi Greci e poi coi Romani. La sua comparsa sulle tavole dei nostri antenati (e quindi la sua importanza) è posteriore a quella dei cereali: ecco perché la comparsa dell’uva è attribuita a un dio “nuovo”. A confermarlo sono le leggende: la dea Demetra (assimilabile alla Grande Dea Madre, per cui era sacra la coltivazione del grano) giunse in Sicilia a nascondere la figlia Persefone in una grotta. Zeus la trovò, la sedusse prendendo la forma di un serpente e dalla sua unione con la figlia di Demetra nacque Dioniso. Quando la gelosissima moglie del padre degli Dei, Era, lo scoprì, mandò i Titani a far uccidere il bambino, che fu squartato e bruciato. Dai suoi resti, nacque la prima pianta di vite.
Ecco perché l’uva e soprattutto il vino sono strettamente legati ai misteri dionisiaci di morte e resurrezione, che si ritrovano anche nel cristianesimo.

Colazione da re e l’ansia se ne va… o quasi – Intervista a Luca Avoledo

uovaAnsia e stress: un’alimentazione corretta e un po’ meno dolce sono fattori indispensabili per tenere a bada questi due “mostri” del nostro tempo. Parola di Luca Avoledo, naturopata esperto di ecologia del corpo, alimentazione e salute naturale, incontrato durante l’ultimo OlisFestival. Ecco cosa ci ha raccontato

Qual è il legame tra ansia e stress da una parte e cibo dall’altra?
Il cibo è in grado di interferire positivamente con la nostra produzione ormonale, in particolare con la produzione di insulina. Secondo diversi studi, i livelli di glicemia che l’insulina va a riequilibrare sono correlati a tutta una serie di squilibri di carattere chimico, interferendo anche con altri ormoni, come l’adrenalina. Quando si abbassano troppo gli zuccheri nel sangue, il corpo si ferma e produce cortisolo: in pratica ha la stessa reazione di stress che manifesta di fronte a un pericolo. L’alimentazione italiana, molto ricca di carboidrati, innesca questo tipo di conflitti glicemici e quindi favorisce anche tutta una serie di manifestazioni psicologico emotive come lo stress, l’ansia, l’insonnia. E’ ovvio che non si possono curare le forme d’ansia molto gravi solo cambiando l’alimentazione, però il fattore alimentare è imprescindibile e addirittura esistono alcune forme d’ansia che hanno un carattere esclusivamente alimentare.

Quindi chi per consolarsi ha l’abitudine di consumare dolci fa un errore doppio?
Senza dubbio. C’è la tentazione di cercare una compensazione nello zucchero, ma l’effetto benefico è di breve durata: dopo l’intervento dell’insulina nel sangue, gli zuccheri tornano a un livello bassissimo e noi quindi torniamo a cercare nuovi dolci. Inneschiamo un circolo vizioso, la cosiddetta fame nervosa: cerco dolci, mi soddisfano per un po’, poi quando l’effetto finisce cosa vado a cercare? Non certo proteine, ma… nuovi dolci!

La nostra colazione è abitualmente dolce… ci dai qualche consiglio?
Una colazione molto dolce è sicuramente sbagliata; mangiare qualcosa di dolce no, nel senso che la mattina è sicuramente il periodo meno negativo della giornata per questo tipo di alimenti. E’ molto importante evitare una colazione sempre dolce: l’italiano medio al mattino mangia solo biscotti, brioches e merendine… Dobbiamo capire che si tratta di un momento importantissimo anche per riuscire a gestire bene ansia, stress e stanchezza: deve essere abbondante e varia, fatta di cibi sani, compresi i cibi proteici. Non sto ovviamente suggerendo di mangiare il brasato con la polenta di primo mattino… però possiamo imparare dagli americani, dagli inglesi o dai tedeschi: facciamo una colazione salata, che non vuol dire con tanto sale, ma con qualche alimento proteico. Mangiamo tanto e in modo sano, con cereali integrali – per esempio se il pane è fatto in casa è meglio, possiamo variare con più facilità – introduciamo sempre una fonte proteica nobile e prendiamo in considerazione le uova… per il primo pasto della giornata sono perfette!

Parli spesso dell’importanza di ridurre progressivamente, dalla colazione alla cena, la quantità di cibo che ingeriamo durante il giorno: anche questo consente di gestire meglio gli stati di ansia e stress?
Certo, influisce profondamente. Secondo tanti studi, fare una colazione ricca, un pranzo per così dire “normale” e una cena leggera è il metodo migliore per rispettare la nostra normale produzione di ormoni (compresa l’endorfina, ormone del benessere) e anche per gestire al meglio le situazioni stressanti e di stanchezza… ecco perché curare l’alimentazione è davvero importante per il nostro benessere psicofisico.

Per saperne di più su questi temi, potete cliccare su questo link.

Cioccolato, un quadratino di felicità

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Ci sono tanti buoni motivi per concedersi un pezzetto di cioccolato a fine pasto. Che sia fondente extra, al latte o alle nocciole, questa meraviglia derivata dalla lavorazione della pianta del cacao ha diverse proprietà che fanno bene all’umore. Ve ne raccontiamo alcune… ma attenzione a non abusarne!

Il nome scientifico, teobroma cacao, mette in evidenza la presenza di teobromina, elemento principale della pianta. Ma a indicare “l’anima” della cioccolata è il ben più antico nome azteco, xocoatl. Questo termine significa “cibo degli dei” e indica una bevanda energizzante (considerata sacra dagli antichi) che si preparava coi frutti
della pianta del cacao e veniva aromatizzata con diverse spezie, tra cui vaniglia, peperoncino e pepe.

Oggi la parola cioccolata, che indichi quella da bere o la ben nota tavoletta, è sinonimo di dolce, di piacere, di sfizio. Abusarne, specialmente se prendiamo in considerazione le varianti più zuccherate (al latte, bianca, alle nocciole), può creare gravi disturbi; gustarla con moderazione, in particolare nella sua variante fondente,
ha invece effetti davvero interessanti sulla salute e sulla psiche.

1- E’ energizzante, sedativa della tosse e migliora l’apparato cardiovascolare. Gli effetti benefici sulla salute sono dovuti alla teobromina, alcaloide presente oltre che nella pianta del cacao, anche in quella del tè (a piccole dosi).

2- Provoca una sensazione di piacere e benessere perché fa aumentare i livelli di serotonina, il cosiddetto ormone della felicità; di endorfina, utile a inibire il dolore; di feniletilamina, la sostanza chimica che il cervello produce durante l’innamoramento; di difenildantonina, un antidepressivo e di anandamide sostanza simile a uno dei principi attivi della marijuana!

3- Contiene magnesio, sostanza utile a riequilibrare il sistema nervoso.

4- Costituisce una coccola. Concedersi un quadratino (e sottolineiamo quadratino…) di cioccolato ogni tanto equivale a dire a se stessi “Ti voglio bene”.

5- Contiene antiossidanti, sostanze anti-età che contrastano il processo di invecchiamento. Certo, quello dell’eterna giovinezza è un mito da non inseguire a tutti i costi e i segni della vecchiaia indicano non solo il tempo che passa, ma anche esperienza e saggezza… ma a tutti piace l’idea di potersi sentire un po’ più giovani e belli, no?