Buon viaggio!

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Il Centro dell’Essere chiude per tutto il mese di agosto. Vogliamo augurarvi una splendida estate e buon viaggio con questa bella poesia di Costantino Kavafis.

Se per Itaca volgi il tuo viaggio,
fa voti che ti sia lunga la via,
e colma di vicende e conoscenze.
Non temere i Lestrígoni e i Ciclopi
o  Posidone incollerito: mai
troverai tali mostri sulla tua via,
se resta il pensiero alto, e squisita
è l’emozione che ti tocca il cuore
e il corpo. Né Lestrígoni o Ciclopi
né Posidone asprigno incontrerai,
se non li rechi dentro, nel tuo cuore,
se non li drizza il cuore innanzi a te.
Fa voti che ti sia lunga la via.
E siano tanti i mattini d’estate
che ti vedano entrare (e con che gioia
allegra!) in porti sconosciuti prima.
Fa scalo negli impori dei Fenici
per acquistare bella mercanzia,
madrepore e coralli, ebani e ambre,
voluttuosi aromi d’ogni sorta,
quanti piú puoi voluttuosi aromi.
Rècati in molte città dell’Egitto,
a imparare dai sapienti.
Itaca tieni sempre nella mente.
La tua sorte ti segna quell’approdo.
Ma non precipitare il tuo viaggio.
Meglio che duri molti anni, che vecchio
tu finalmente attracchi all’isoletta,
ricco di quanto guadagnasti in via,
senza aspettare che ti dia ricchezze.
Itaca t’ha donato il bel viaggio.
Senza di lei non ti mettevi in via.
Nulla ha da darti piú.
E se la troverai povera, Itaca non t’ha illuso.
Reduce così saggio, così esperto,
avrai capito che vuol dire un’Itaca.

Costantino Kavafis, Itaca

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Come evitare di litigare in vacanza

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Le vacanze devono essere un momento di riposo e rigenerazione dopo mesi di lavoro, preoccupazioni e fatica. Perché appensantirle litigando coi nostri compagni di viaggio, che si tratti degli amici o del partner? Ecco allora qualche dritta per trascorrere l’estate senza conflitti…

1- Definite i vostri desideri e spazi.
Il primo passo per andare d’accordo con gli altri ed evitare bronci inutili è dire chiaramente agli altri cosa si vuole e che tipo di vacanza si ha in mente. Potrebbe essere un’operazione da fare “a tavolino” prima di partire: prendete la guida del posto e dite agli altri dove volete andare, cosa volete visitare, quali sono le tappe che non vi volete perdere. A volte si crea attrito inutile perché i più “forti” del gruppo organizzano tutto senza consultare nessuno, oppure perché, tra partner, l’uno non ha voglia di contraddire l’altro… Dite quello che vi va di fare, decidete ciò che per voi è irrinunciabile: è la vostra vacanza, avete tutto il diritto di riposarvi!

2- Contrattate oppure… sincronizzate gli orologi!
Non esiste la vacanza perfetta: una volta stabilite mete e cose da fare, ci sarà sempre qualcosa su cui dovrete cedere. Potrebbe essere un’occasione per sperimentare cose nuove. Oppure… potete decidere di prendervi qualche ora di solitudine e di fare ciò che volete senza rendere conto a nessuno. Lo spazio per se stessi è importante: vi consente di rigenerarvi e rilassarvi. Ed è a questo, in fondo, che serve una vacanza.

3- Abbiate un’attitudine positiva
In caso di discussioni è fondamentale. A volte serve capire il punto di vista dell’altro per evitare di giudicare e di inasprire i conflitti. Così come è importante non partire prevenuti, armarsi di spirito di adattamento, cercare sinceramente di divertirsi evitando di lamentarsi ogni 5 minuti. Insomma, la buona vacanza dipende anche da noi, non solo dai nostri compagni di viaggio!

Riesci a non farti seguire dal lavoro quando sei sotto l’ombrellone?

Un buon libro, una sedia sdraio sulla spiaggia, il rumore del mare: la maggior parte delle persone attende le ferie per rilassarsi e trascorrere qualche giorno all’insegna dell’ozio, dimenticando completamente il lavoro. Ma ci si riesce davvero? Una ricerca dice di no

Lo stress e le preoccupazioni legati all’ufficio ci seguono anche in vacanza. Lo rivela uno studio condotto da InfoJobs.it, portale per la ricerca di impiego attivo in Italia e in molti paesi europei, su un campione di 600 persone. Secondo i dati raccolti, infatti, il 51 per cento degli italiani non riesce a smettere di pensare al lavoro anche quando si trova sotto l’ombrellone ed il 23 per cento ha ammesso di pensarci di continuo. Solo il 12 per cento del campione ha affermato di non pensarci per principio e di dimenticarsene fino a quando non si siede di nuovo alla scrivania.

Ad essere scoraggianti sono soprattutto i dati relativi a pc portatili, palmari, tablet, smartphone: mentre il 56 per cento degli intervistati afferma di non portare in villeggiatura nessuno di questi dispositivi, per riuscire a “staccare” meglio e riposarsi, il 35 per cento del campione non solo li porta con sé, ma si trova a dover lavorare di più proprio per colpa loro.

E voi, siete capaci di “staccare” davvero quando vi trovate in vacanza? Dite la vostra commentando l’articolo o scrivendo sulla nostra pagina facebook.

[Fonte: Asca]