Comprendere la sofferenza – torna la Way

sofferenza

Sabato 8 novembre si riparte con gli incontri di Way Therapy, dalle ore 9.00 alle 12.30.

Il tema che sarà affrontato dal gruppo è LA SOFFERENZA – COMPRENDERLA PER IMPARARE A GESTIRLA E NON FARSI SOPRAFFARE

Buddha diceva che siamo tutti su questa terra per cercare un po’ di felicità. Come mai è così difficile trovarla? Perchè alla maggior parte di noi non è stato insegnato come fare.

Dovrebbe essere una delle materie scolastiche insegnate fin dai primi anni di scuola, invece questa lezione dobbiamo impararla a nostre spese nel corso della vita. A volte ci avviciniamo ad essa, per un po’ riusciamo anche ad assaporare la gioia, ma presto ci ritroviamo di nuovo in una valle di lacrime.

Non serve a niente autocommiserarci, dare la colpa alla sfortuna, pensare che qualcuno ce l’abbia con noi…, è molto più utile riconoscere che ci mancano gli strumenti, che abbiamo bisogno di istruzioni per imparare a vivere in un modo che sia davvero soddisfacente.

La filosofia Buddhista, attraverso la spiegazione delle Quattro Nobili Verità, un pilastro del vasto insegnamento di Buddha, ci insegna ad accettare la sofferenza come facente parte dell’esistenza e per questo inevitabile, ma ci spiega anche come uscirne e come imparare passo dopo passo a stare nella gioia piuttosto che nel dolore.

Questo sarà il tema del prossimo incontro di Way Therapy. Conduce il gruppo, come sempre,  Miriam Carcano. Per informazioni, si può inviare una mail qui oppure contattare telefonicamente la dottoressa Carcano.

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Natale – 5 consigli per sopravvivere alle riunioni di famiglia

homerEcco, arrivano le feste e il Natale, con la tanto attesa “riunione di famiglia”, è alle porte. Per tanti si tratta di un motivo di gioia, un’occasione per riabbracciare persone che si vedono solo una volta l’anno. Per alcuni, invece, confrontarsi per un’intera giornata con genitori, figli, fratelli, sorelle e parenti di ogni genere è fonte di ansia e stress. Come sopravvivere? Abbiamo provato a scrivere qualche consiglio… “politically uncorrect”!

1- Predisponete l’animo
Partire negativi non serve a nulla, anzi peggiora la situazione: se la vostra “profezia” è quella di trascorrere un pessimo Natale o di litigare, state pur certi che succederà. Predisponete allora l’animo a pensieri positivi, lasciate a casa i pregiudizi e soprattutto cercate di stare nel “qui e ora”, assaporando profumi, colori, momenti piacevoli… forse le feste di quest’anno potrebbero stupirvi!

2- Prendete altri impegni
E’ una soluzione un po’ drastica che potrebbe esporvi a molte critiche, ma potrebbe risultare davvero efficace. Per esempio, se avete la tradizione di trascorrere insieme al parentado sia la notte della vigilia, sia il pranzo del 25, trovate il modo di saltare uno dei due: in questo modo dimezzerete lo stress che deriva dall’incontro con parenti con cui non avete rapporti idilliaci o con cui avete appena litigato… Oppure, create una alternativa: organizzate una “controfesta” coi vostri amici più cari e andate via presto da quella “ufficiale”.

3- Evitate i discorsi-trappola
Ognuno di noi ha degli argomenti che preferirebbe non affrontare e almeno un parente in grado di toccare proprio quel nervo scoperto che potrebbe, nella migliore delle ipotesi, metterci di cattivo umore e nella peggiore, indurci a litigare. Se avete una nonna, tanto carina, che però vi stressa perché siete ancora single o un cugino, simpatico e in gamba, che pretende di sapere tutto sulla ricerca di un lavoro che non trovate, tentate, con garbo, di sviare il discorso, portandolo su un terreno “neutro” (per esempio l’ultimo libro che avete letto). Se il parente in questione proprio non demorde, spiazzatelo con una battuta divertente e rideteci su.


4- Attenzione ai regali “scomodi”
Se quello che vi crea stress è la ricerca dei classici regali “di convenienza”, quelli che non si possono non fare, ma che non avete alcun interesse a fare davvero, non fateli. Potreste spendere la quota corrispondente in beneficenza (cosa che non fa mai male), e dire che invece di regalare “cose”, per una volta avete preferito regalare “anima”. Chissà, magari i parenti vi ringrazieranno!

5- Ritagliatevi uno spazio solo vostro a fine festa
Ricordate: tutte le giornate hanno una fine. Anche la peggiore di esse. Ritagliatevi dunque uno spazio tutto vostro, un rituale di cui poter godere a festa finita e in cui poter recuperare il vostro silenzio interiore. Potete mettervi a meditare, preparare un bagno rilassante, sorseggiare una tazza di tè, guardare il vostro film preferito, uscire per una passeggiata: non importa quale sarà il vostro rituale, l’importante è che dedichiate del tempo solo a voi stessi, per riprendervi dalla giornata e recuperare il vostro centro.

Speriamo che i nostri consigli, per una volta, non vi servano e vi auguriamo uno splendido Natale di amore e armonia con i vostri cari!

Redazione

Piccoli passi…

rituale della felicità

Questo cartello ci piace tanto: è una specie di piccolo manuale di istruzioni per vivere al meglio le nostre gionate e per cambiare, a piccoli passi, la nostra vita.

Qualche piccolo suggerimento:

1- mettete in pratica un punto per volta, se tutti insieme vi sembrano troppi! Oppure andate per gradi… Insomma, non pensate di cambiare dall’oggi al domani, potrebbe essere controproducente!

2- a volte “fare ciò che si ama e amare ciò che si fa” non è facile… prendete tempo per meditare, capire, sentire quello che vi dice il cuore.

3- Stampate questa immagine e appendetela sul frigo… avere sott’occhio gli obiettivi del cambiamento è sempre utile!

Stare bene è un “lavoro”, ma è bellissimo e gratificante. Quando si inizia, non ci si ferma più…

L’arte di essere felici

de vita beataCome si fa ad essere felici? Filosofi e pensatori, scrittori, religiosi, artisti si sono posti questa domanda sin dalla notte dei tempi. La risposta di oggi viene da un filosofo latino, Seneca, che abbiamo “disturbato” già diverso tempo fa, vi ricordate?

L’autore spiega il suo concetto di felicità nel De vita beata, un volumetto di poche pagine e di facile lettura che, in alcuni punti, ci riporta alla mente suggerimenti della moderna psicologia e precetti di filosofie oggi sicuramente più note al pubblico rispetto a quelle latine antiche, come per esempio il buddhismo.

Ecco alcuni consigli pratici: l’autore di I secolo, sempre così attuale, ci suggerisce per esempio di cercare dentro noi stessi un obiettivo, di fissarlo e di perseguirlo con impegno e con fatica, se necessario.

“Sino a quando vagheremo a caso, non seguendo una guida ma ascoltando lo strepito delle voci discordi che ci spingono in direzioni diverse, la nostra vita, già di per sé breve, si consumerà in questo andare errabondo, anche se ci impegniamo giorno e notte animati dalle migliori intenzioni.Fissiamo dunque bene la meta e scrutiamo attentamente il modo per poterla raggiungere, magari con l’aiuto di un esperto che abbia già intrapreso ed esplorato il cammino che stiamo per affrontare, perché questo non ha nulla a che vedere con tutti gli altri […]: qui sono proprio le strade più battute a trarci in errore”.

Seneca ci ricorda poi che rabbia e paura sono i principali ostacoli alla felicità e che invece una mente pacata, serena, equilibrata (ci verrebbe da dire “meditativa”) risulta l’alleata migliore per affrontare tutti i momenti della vita, anche quelli negativi, senza per dere la propria centratura.

“Felice è dunque quella vita che si accorda con la sua propria natura, il che è possibile solo se la mente, in primo luogo, è sana, ma sana sempre, poi se è forte ed energica, decisamente paziente, capace di affrontare qualunque situazione, interessata al corpo e a quanto lo riguarda ma senza ansie e preoccupazioni, amante di tutto ciò che adorna la vita ma con distacco, disposta a servirsi dei doni della fortuna, ma senza farsene schiava. […] Una volta eliminate tutte le cause di irritazione e di paura, ne conseguono una calma interiore e una libertà ininterrotte…”

Infine il filosofo ci ricorda che che tra il perseguimento di una una mente pacata e sana e del puro piacere del corpo vi è una enorme differenza: la prima è durevole e si accresce, il secondo finisce quando arriva al proprio culmine. E poi:

“Quando uno è schiavo del piacere, lo è anche del dolore e non c’è schiavitù più dannosa che nel soggiacere ora all’uno, ora all’altro di questi due tirannici e capricciosi padroni. Bisogna quindi liberarsene e l’unica via sta nell’indifferenza di fronte alle mutevoli vicende della sorte…”

E a chi la serenità della mente sembra irraggiungibile, sembra “troppo”, a chi pensa che per le parole dei filosofi non siano fatte per le persone normali, trascriviamo le parole più umane e sagge del libro:

“Io non sono saggio e aggiungo che non lo sarò mai. Non pretendete dunque che io sia uguale ai migliori, chiedetemi solo di essere migliore dei cattivi: è già un passo avanti se riesco a togliere ogni giorno qualcosa ai miei difetti e biasimare i miei errori”.

Un libro che consigliamo a chiunque desideri lavorare su di sé, approfondire la saggezza antica e comprendere maggiormente le correnti filosofiche “più battute” oggi.

Lucio Anneo Seneca
De vita beata – L’arte di essere felici
Newton Compton editori
0,99 euro

Meglio single che infelici

hapiness

Bando alle convenzioni sociali che ci vogliono infelici e reietti se non abbiamo una dolce metà. Secondo uno studio californiano, infatti, i single (anche di ritorno) sarebbero mediamente più felici di chi sta in coppia.

Si tratta di una ricerca che potrà apparire strana: per gran parte della vita, molti di noi si sono sentiti dire che per raggiungere la vera felicità è necessario avere un compagno/una compagna, mettere su famiglia, avviare un’attività stabile, possedere una serie di cose (tra cui una casa e un buon conto in banca), rispettare le “regole” che la società ci impone. E’ sicuramente più facile vivere così… ma ci rende davvero felici?

Secondo l’autrice dello studio, Sonja Lyubomirsky, psicologa alla University of California, non esattamente. Nel suo ultimo libro, intitolato The myths of happiness, la ricercatrice presenta i risultati di anni di catalogazioni di cosa abbia reso veramente sereni i suoi pazienti e cosa no e… sorpresa! I canoni convenzionali non fanno parte del “pacchetto felicità”.

Secondo la Lyubomirsky i single stanno benissimo, in particolare se sono in affitto: avrebbero infatti un umore migliore perché eviterebbero le preoccupazioni di ha una casa di proprietà. Anche essere genitori farebbe bene allo stato d’animo, così come non essere degli spendaccioni (le mani bucate rendono tristi).

Infine, non ci sorprende troppo che i periodi più adatti per ricercare la vera felicità siano quelli di crisi: se si riesce a rimanere centrati, quale momento migliore per reinventarsi nel modo giusto di quando il destino fa tabula rasa di ciò che ci ha resi infelici fino a un attimo fa?