5 cose da fare per superare l’ansia degli esami

maturitàL’orale di maturità incombe per moltissimi ragazzi italiani, ormai stressati e stanchi dopo un intero anno di scuola. Ecco qualche dritta (soprattutto per gli studenti più apprensivi) per superare l’ansia e la paura di non farecela.

1- Durante i giorni che precedono l’orale, meditate focalizzando l’attenzione sul vostro respiro. Bastano davvero pochi minuti la mattina, prima del ripasso, per essere più concentrati e produttivi e soprattutto… più calmi.

2- Fate una colazione abbondante: vi serviranno molte energie per ripassare. Ricordate poi che i repentini cali di zuccheri provocano nel cervello una reazione di stress che incrementa l’ansia, invece di placarla.

3- Guardatevi allo specchio e ditevi qualcosa di bello, di gratificante. Coccolate la vostra autostima. Molti studenti partono negativi, si focalizzano sui (pochi o tanti) argomenti che non ricordano e sono certi che in commissione le domande verteranno proprio su quelli… e infatti di solito è proprio così. Si chiama profezia autoavverante. Per combatterla, serve tanto training mentale e un po’ di fiducia nelle cose che si sanno!

4- Dedicate un’ora della giornata solo a voi stessi, a quello che vi piace, a un’attività rigenerativa. E’ vero, l’orale è alle porte, ma uno studio “matto e disperato” non può che acuire lo stress. Prendetevi del tempo.

5- Se le cose non vanno come sperate e rischiate di fare una figuraccia perché non vi sentite preparati, ricordate che la maturità è solo un momento della vostra vita, non tutta la vostra vita. E che, come ogni altro momento, passerà. Alla fine della giornata i giochi saranno fatti e potrete pensare a godervi le meritate vacanze.

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Basta asma! Il 19 e 20 luglio seminario sul metodo Buteyko

allergyCarlo Carlesi, esperto conduttore di corsi sul Metodo di Respirazione Buteyko, torna al Centro dell’Essere il 19 e 20 luglio per un incontro rivolto ad adulti e bambini (dai 5 anni in su).

Il Metodo Buteyko, riconosciuto come valido in diversi Paesi del mondo, è utile per curare allergie, ipertensione, ansia, attacchi di panico, apnee notturne e tante altre patologie.  Le tecniche utilizzate, studiate e sperimentate dal medico russo K. Buteyko e riassunte nel suo metodo, sono state dal ministero della sanità russo fino dal 1985.

Tempo fa, se vi ricordate, avevamo intervistato Carlo per chiedergli di raccontarci un po’ di più sul metodo e spiegarci come funzionasse. Cliccando qui, potrete leggere la prima parte e la seconda parte dell’intervista.

Per ulteriori informazioni e per le iscrizioni, è necessario inviare una e-mail all’indirizzo info@buteykoclinic.it specificando recapito telefonico e i problemi di salute per i quali si vuole frequentare il corso, oppure telefonare al numero 3479643836

Quando
19 luglio dalle 9.00 alle 16.00 e 20 luglio dalle 9.00 alle 13.00

Dove
Al Centro dell’Essere in via Rismondo 81 a Seregno

Colazione da re e l’ansia se ne va… o quasi – Intervista a Luca Avoledo

uovaAnsia e stress: un’alimentazione corretta e un po’ meno dolce sono fattori indispensabili per tenere a bada questi due “mostri” del nostro tempo. Parola di Luca Avoledo, naturopata esperto di ecologia del corpo, alimentazione e salute naturale, incontrato durante l’ultimo OlisFestival. Ecco cosa ci ha raccontato

Qual è il legame tra ansia e stress da una parte e cibo dall’altra?
Il cibo è in grado di interferire positivamente con la nostra produzione ormonale, in particolare con la produzione di insulina. Secondo diversi studi, i livelli di glicemia che l’insulina va a riequilibrare sono correlati a tutta una serie di squilibri di carattere chimico, interferendo anche con altri ormoni, come l’adrenalina. Quando si abbassano troppo gli zuccheri nel sangue, il corpo si ferma e produce cortisolo: in pratica ha la stessa reazione di stress che manifesta di fronte a un pericolo. L’alimentazione italiana, molto ricca di carboidrati, innesca questo tipo di conflitti glicemici e quindi favorisce anche tutta una serie di manifestazioni psicologico emotive come lo stress, l’ansia, l’insonnia. E’ ovvio che non si possono curare le forme d’ansia molto gravi solo cambiando l’alimentazione, però il fattore alimentare è imprescindibile e addirittura esistono alcune forme d’ansia che hanno un carattere esclusivamente alimentare.

Quindi chi per consolarsi ha l’abitudine di consumare dolci fa un errore doppio?
Senza dubbio. C’è la tentazione di cercare una compensazione nello zucchero, ma l’effetto benefico è di breve durata: dopo l’intervento dell’insulina nel sangue, gli zuccheri tornano a un livello bassissimo e noi quindi torniamo a cercare nuovi dolci. Inneschiamo un circolo vizioso, la cosiddetta fame nervosa: cerco dolci, mi soddisfano per un po’, poi quando l’effetto finisce cosa vado a cercare? Non certo proteine, ma… nuovi dolci!

La nostra colazione è abitualmente dolce… ci dai qualche consiglio?
Una colazione molto dolce è sicuramente sbagliata; mangiare qualcosa di dolce no, nel senso che la mattina è sicuramente il periodo meno negativo della giornata per questo tipo di alimenti. E’ molto importante evitare una colazione sempre dolce: l’italiano medio al mattino mangia solo biscotti, brioches e merendine… Dobbiamo capire che si tratta di un momento importantissimo anche per riuscire a gestire bene ansia, stress e stanchezza: deve essere abbondante e varia, fatta di cibi sani, compresi i cibi proteici. Non sto ovviamente suggerendo di mangiare il brasato con la polenta di primo mattino… però possiamo imparare dagli americani, dagli inglesi o dai tedeschi: facciamo una colazione salata, che non vuol dire con tanto sale, ma con qualche alimento proteico. Mangiamo tanto e in modo sano, con cereali integrali – per esempio se il pane è fatto in casa è meglio, possiamo variare con più facilità – introduciamo sempre una fonte proteica nobile e prendiamo in considerazione le uova… per il primo pasto della giornata sono perfette!

Parli spesso dell’importanza di ridurre progressivamente, dalla colazione alla cena, la quantità di cibo che ingeriamo durante il giorno: anche questo consente di gestire meglio gli stati di ansia e stress?
Certo, influisce profondamente. Secondo tanti studi, fare una colazione ricca, un pranzo per così dire “normale” e una cena leggera è il metodo migliore per rispettare la nostra normale produzione di ormoni (compresa l’endorfina, ormone del benessere) e anche per gestire al meglio le situazioni stressanti e di stanchezza… ecco perché curare l’alimentazione è davvero importante per il nostro benessere psicofisico.

Per saperne di più su questi temi, potete cliccare su questo link.

Natale – 5 consigli per sopravvivere alle riunioni di famiglia

homerEcco, arrivano le feste e il Natale, con la tanto attesa “riunione di famiglia”, è alle porte. Per tanti si tratta di un motivo di gioia, un’occasione per riabbracciare persone che si vedono solo una volta l’anno. Per alcuni, invece, confrontarsi per un’intera giornata con genitori, figli, fratelli, sorelle e parenti di ogni genere è fonte di ansia e stress. Come sopravvivere? Abbiamo provato a scrivere qualche consiglio… “politically uncorrect”!

1- Predisponete l’animo
Partire negativi non serve a nulla, anzi peggiora la situazione: se la vostra “profezia” è quella di trascorrere un pessimo Natale o di litigare, state pur certi che succederà. Predisponete allora l’animo a pensieri positivi, lasciate a casa i pregiudizi e soprattutto cercate di stare nel “qui e ora”, assaporando profumi, colori, momenti piacevoli… forse le feste di quest’anno potrebbero stupirvi!

2- Prendete altri impegni
E’ una soluzione un po’ drastica che potrebbe esporvi a molte critiche, ma potrebbe risultare davvero efficace. Per esempio, se avete la tradizione di trascorrere insieme al parentado sia la notte della vigilia, sia il pranzo del 25, trovate il modo di saltare uno dei due: in questo modo dimezzerete lo stress che deriva dall’incontro con parenti con cui non avete rapporti idilliaci o con cui avete appena litigato… Oppure, create una alternativa: organizzate una “controfesta” coi vostri amici più cari e andate via presto da quella “ufficiale”.

3- Evitate i discorsi-trappola
Ognuno di noi ha degli argomenti che preferirebbe non affrontare e almeno un parente in grado di toccare proprio quel nervo scoperto che potrebbe, nella migliore delle ipotesi, metterci di cattivo umore e nella peggiore, indurci a litigare. Se avete una nonna, tanto carina, che però vi stressa perché siete ancora single o un cugino, simpatico e in gamba, che pretende di sapere tutto sulla ricerca di un lavoro che non trovate, tentate, con garbo, di sviare il discorso, portandolo su un terreno “neutro” (per esempio l’ultimo libro che avete letto). Se il parente in questione proprio non demorde, spiazzatelo con una battuta divertente e rideteci su.


4- Attenzione ai regali “scomodi”
Se quello che vi crea stress è la ricerca dei classici regali “di convenienza”, quelli che non si possono non fare, ma che non avete alcun interesse a fare davvero, non fateli. Potreste spendere la quota corrispondente in beneficenza (cosa che non fa mai male), e dire che invece di regalare “cose”, per una volta avete preferito regalare “anima”. Chissà, magari i parenti vi ringrazieranno!

5- Ritagliatevi uno spazio solo vostro a fine festa
Ricordate: tutte le giornate hanno una fine. Anche la peggiore di esse. Ritagliatevi dunque uno spazio tutto vostro, un rituale di cui poter godere a festa finita e in cui poter recuperare il vostro silenzio interiore. Potete mettervi a meditare, preparare un bagno rilassante, sorseggiare una tazza di tè, guardare il vostro film preferito, uscire per una passeggiata: non importa quale sarà il vostro rituale, l’importante è che dedichiate del tempo solo a voi stessi, per riprendervi dalla giornata e recuperare il vostro centro.

Speriamo che i nostri consigli, per una volta, non vi servano e vi auguriamo uno splendido Natale di amore e armonia con i vostri cari!

Redazione

Che figuraccia!

brutta figuraVi è sicuramente capitato almeno una volta nella vita di fare una figuraccia e di sentirvi terribilmente in imbarazzo subito dopo. Per esempio scivolare o andare a sbattere contro qualcuno o qualcosa mentre state rispondendo a un messaggio del telefonino, rendendovi ridicoli, o fare un commento acido su una persona che, accidentalmente, vi sta ascoltando…

Un “attacco di vergogna” può capitare a tutti e può essere più o meno intenso, derivante da distrazioni, errori accidentali, autoconsapevolezza, perdita di freni inibitori (come quando si beve un po’ troppo a cena).

Che fare perché questa sensazione momentanea non ci faccia cadere in preda all’ansia? Dobbiamo sicuramente ricordare che:

siamo esseri umani e in quanto tali siamo imperfetti, possiamo sbagliare. Capita a tutti quanti di fare uno scivolone (sia metaforicamente, sia letteralmente). Smettiamo di pensarci di continuo e nel caso scusiamoci con la persona con cui abbiamo fatto la figuraccia!

– anche gli errori e le figuracce capitano per un motivo: se adottiamo questo punto di vista, anche un momentaccio può trasformarsi in un’occasione di crescita;

dobbiamo perdonarci. Siamo i nostri giudici peggiori e più severi e spesso un eccesso di autoregolamentazioni e paletti finiscono per farci entrare in circoli viziosi poco piacevoli. Forse, a volte, conviene di più essere “genitori affettivi”, perdonarci e dire a noi stessi allo specchio che ci vogliamo bene nonostante tutto, che “genitori normativi” pronti ad autofustigarci al minimo errore…

siamo certi che passerà. Una brutta figura non è la fine del mondo… date tempo al tempo: prima o poi nessuno se ne ricorderà più, nemmeno voi!