Tre cose da fare l’anno prossimo

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Come non concludere l’anno con una serie di buoni propositi? Per i prossimi 365 giorni vi proponiamo tre esercizi che possono, forse, aiutarvi a stare meglio.

1- Scrivete, per almeno tre giorni, tre pensieri positivi. Questa iniziativa è girata su Facebook proprio nel periodo di Natale: come una delle solite catene, mirava a coinvolgere gli amici sul proprio profilo e ha riscosso molto successo. Scrivere tutti i giorni, anche solo per tre giorni, i propri pensieri positivi, vi costringe ad ammettere che nella vostra vita non tutto è nero e che si può trovare la positività anche nelle piccole cose. Vi suggeriamo di ripetere l’esercizio almeno una volta al mese.

2- Imparate a dire no. A volte, dire no può essere difficile. Dimostrare di non avere tempo per gli altri, magari per le persone più vicine, sembra un atto di egoismo, ingratitudine. Genera sensi di colpa. Eppure è un esercizio fondamentale per ritagliare un po’ di tempo per se stessi e ricaricare le batterie, entrare in contatto con se stessi per chiedersi se si è felici, se si sta bene, se la strada intrapresa è quella giusta. Allora l’esercizio è questo: prendetevi un pomeriggio/sera tutto per voi almeno una volta alla settimana per fare qualcosa che vi piace e dite no a qualunque altra richiesta.

3- Evitate le parole cattive. Gli insulti, i giudizi affrettati, i pensieri negativi. Verso voi stessi e verso gli altri. Anche se siete arrabbiati e con la vostra rabbia e le vostre parole pensate di colpire qualcuno, in realtà colpirete solo voi stessi. Le parole cattive sono boomerang. Il terzo esercizio, quindi, è quello di lasciarle andare appena compaiono.

E se avete bisogno ancora di qualche spunto per la lista delle cose da fare nel nuovo anno, potete
leggere anche qui.

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Ti auguro tempo

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Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guadarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per guardare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.

Elli Michler

 

Questo è il nostro regalo per voi… Buon Natale dal Centro dell’Essere!

Natale – 5 consigli per sopravvivere alle riunioni di famiglia

homerEcco, arrivano le feste e il Natale, con la tanto attesa “riunione di famiglia”, è alle porte. Per tanti si tratta di un motivo di gioia, un’occasione per riabbracciare persone che si vedono solo una volta l’anno. Per alcuni, invece, confrontarsi per un’intera giornata con genitori, figli, fratelli, sorelle e parenti di ogni genere è fonte di ansia e stress. Come sopravvivere? Abbiamo provato a scrivere qualche consiglio… “politically uncorrect”!

1- Predisponete l’animo
Partire negativi non serve a nulla, anzi peggiora la situazione: se la vostra “profezia” è quella di trascorrere un pessimo Natale o di litigare, state pur certi che succederà. Predisponete allora l’animo a pensieri positivi, lasciate a casa i pregiudizi e soprattutto cercate di stare nel “qui e ora”, assaporando profumi, colori, momenti piacevoli… forse le feste di quest’anno potrebbero stupirvi!

2- Prendete altri impegni
E’ una soluzione un po’ drastica che potrebbe esporvi a molte critiche, ma potrebbe risultare davvero efficace. Per esempio, se avete la tradizione di trascorrere insieme al parentado sia la notte della vigilia, sia il pranzo del 25, trovate il modo di saltare uno dei due: in questo modo dimezzerete lo stress che deriva dall’incontro con parenti con cui non avete rapporti idilliaci o con cui avete appena litigato… Oppure, create una alternativa: organizzate una “controfesta” coi vostri amici più cari e andate via presto da quella “ufficiale”.

3- Evitate i discorsi-trappola
Ognuno di noi ha degli argomenti che preferirebbe non affrontare e almeno un parente in grado di toccare proprio quel nervo scoperto che potrebbe, nella migliore delle ipotesi, metterci di cattivo umore e nella peggiore, indurci a litigare. Se avete una nonna, tanto carina, che però vi stressa perché siete ancora single o un cugino, simpatico e in gamba, che pretende di sapere tutto sulla ricerca di un lavoro che non trovate, tentate, con garbo, di sviare il discorso, portandolo su un terreno “neutro” (per esempio l’ultimo libro che avete letto). Se il parente in questione proprio non demorde, spiazzatelo con una battuta divertente e rideteci su.


4- Attenzione ai regali “scomodi”
Se quello che vi crea stress è la ricerca dei classici regali “di convenienza”, quelli che non si possono non fare, ma che non avete alcun interesse a fare davvero, non fateli. Potreste spendere la quota corrispondente in beneficenza (cosa che non fa mai male), e dire che invece di regalare “cose”, per una volta avete preferito regalare “anima”. Chissà, magari i parenti vi ringrazieranno!

5- Ritagliatevi uno spazio solo vostro a fine festa
Ricordate: tutte le giornate hanno una fine. Anche la peggiore di esse. Ritagliatevi dunque uno spazio tutto vostro, un rituale di cui poter godere a festa finita e in cui poter recuperare il vostro silenzio interiore. Potete mettervi a meditare, preparare un bagno rilassante, sorseggiare una tazza di tè, guardare il vostro film preferito, uscire per una passeggiata: non importa quale sarà il vostro rituale, l’importante è che dedichiate del tempo solo a voi stessi, per riprendervi dalla giornata e recuperare il vostro centro.

Speriamo che i nostri consigli, per una volta, non vi servano e vi auguriamo uno splendido Natale di amore e armonia con i vostri cari!

Redazione

Auguri!

Tanti auguri di buone feste dal Centro dell’Essere

La gioia è amore, la conseguenza logica di un cuore ardente d’amore. La gioia è una necessità e una forza fisica. La nostra lampada arderà dei sacrifici fatti con amore se siamo pieni di gioia.
(Madre Teresa di Calcutta)

La compassione, l’altruismo, il buon cuore non sono unicamente nobili sentimenti di cui trae vantaggio il nostro prossimo. Sono stati mentali, condizioni mentali di cui beneficiamo anche noi stessi. Una persona altruista e compassionevole è in genere una donna o un uomo più felice, più sereno.
(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)

La bontà diventa energia motrice soltanto quando è praticata in relazione al male. Finché vi limitate a restituire bene per bene, è un mero scambio, ma se restituite bene per male, ecco che diventa una forza che redime. Il male cessa davanti a questa forza, che procede aumentando di volume e peso come una palla di neve, finché non diventa irresistibile.
(Mahatma Gandhi)

In tutti i tempi gli uomini più profondi hanno avuto compassione degli animali, proprio perché essi soffrono della vita, ma non hanno la forza di rivolgere la punta del dolore contro se stessi e di comprendere metafisicamente la loro esistenza; il vedere il dolore senza senso suscita anzi ribellione nel più profondo dell’anima.
(Friedrich Nietzsche)

Ora sappiamo che nostre aree cerebrali ricche di neuroni reattivi alla dopamina risultano attivate quando spontaneamente compiamo azioni altruistiche. Il che sta a significare che otteniamo una sorta di ricompensa biologica ogni volta che facciamo un qualcosa di positivo per qualcun altro. Essere altruisti, in pratica, ci fa sentire meglio e, al proposito, mi pare affascinante vedere confermata sul piano scientifico l’intuizione aristotelica che la virtù, già in se stessa, è felicità.
(Danilo Mainardi)

A Natale tutti felici. O no?

Le strade sono addobbate a festa, il palinsesto tv è occupato solo da film sullo spirito del Natale, amore e gioia sembrano essere ovunque. Per chi si sente solo, il periodo delle feste è il peggiore dell’anno. Come affrontarlo?

Secondo Miriam Carcano e Lorella Cantaluppi, psicologhe del Centro dell’Essere, “La tristezza natalizia è creata da un’illusione: quella secondo cui in questo periodo dovremmo sentirci tutti felici.” In fondo, è quello che ci si aspetta dal cliché della festa: che si riveli l’occasione per riunire tutta la famiglia, risolvere dissapori, fornire quasi un magico “lieto fine” per ciascuno.

La realtà delle famiglie di oggi, però, è frammentata, forse molto più che nei tempi passati, il senso di solitudine, di fallimento, di frustrazione accomunano ormai sempre più persone. “Chi non vive uno stato di serenità interiore durante una festa che dovrebbe essere il simbolo stesso della gioia”, continua la dottoressa Carcano, “si sente tagliato fuori, pensa di essere l’unica persona sola al mondo. In realtà non è così.”

Ecco perché le feste, da cui ci si aspetta felicità, amplificano gli stati di ansia, panico e depressione in chi già vive una situazione di disagio interiore. Quali suggerimenti può dare un terapeuta per affrontare al meglio questo periodo?

Non esiste una pillola magica che infonde gioia durante le feste, serve invece un lavoro di prevenzione.” Secondo le psicologhe del Centro, insomma, è necessario un lavoro costante su di sé, che vada avanti giorno per giorno, per entrare in contatto con se stessi e ascoltare i propri bisogni più profondi. “Possiamo provare a vivere il Natale in modo ‘alternativo'”, ricorda la dottoressa Carcano. “E’ necessario chiedersi ‘cosa significa davvero il Natale per me?‘, trovando magari delle alternative ai soliti stereotipi, non ‘adeguandosi’ per forza alle regole che la festività impone”.

Uno degli obblighi della ricorrenza è costituito dai regali, che devono accontentare tutti e che sono donati spesso non perché ci si sente di farlo, ma perché non farlo sarebbe maleducato e inappropriato. “Questa situazione crea stress, e lo stress, naturalmente, crea infelicità. Perché allora non decidere di farsi un regalo, una coccola? E’ un modo per entrare in contatto con sé, dire ‘io ci sono, esisto, mi prendo cura di me’.”

Altro obbligo della festa è fare qualcosa per gli altri. “Ma se non pensiamo prima a star bene con noi stessi non possiamo fare qualcosa per gli altri, perché lo faremo male.”

Il Natale, dunque, può diventare un’occasione per decidere, liberi da cliché, come gestire le relazioni con gli altri, familiari compresi, e per applicare a se stessi il messaggio di pace proprio della festa.