5 consigli per un San Valentino… etico

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Se volete amare, amate anche l’ambiente e festeggiate prima! Il 13 febbraio, proprio il giorno prima di San Valentino, si celebra “M’illumino di meno“, la campagna del programma di Radio 2 Caterpillar a favore dell’efficienza energetica e dell’armonia con il Pianeta.

Ci sembrava bello, in questo giorno così speciale per gli innamorati, darvi qualche consiglio romantico a tema etico: l’ambiente sarà uno degli argomenti su cui rifletteremo all’interno della scuola di counseling perché é fondamentale comprendere come tutto sia collegato, come ogni azione si ripercuota sulle vite degli altri.

1- Spegnete le luci e accendete le candele. Farete atmosfera risparmiando elettricità (che in Italia è ancora prodotta per la maggior parte da fonti fossili, quindi molto inquinanti). Che siate in coppia o single, regalarsi una cena a lume di candela è un atto dolcissimo. Creerete intimità, uno spazio “pieno” che  apra il cuore.

2- A proposito di cenetta: meno carne e più biologico. Per un giorno provate a non fare del male a nessun essere vivente e a coccolare anche la Terra, solitamente sommersa da pesticidi e sostanze che la inquinano. Così facendo farte del bene anche al vostro corpo, che è il vostro tempio.

3- Spegnete i cellulari. Non dovrebbe esserci bisogno di dirlo, ma vista la tendenza imperante a dipendere da smartphone e tablet, forse è il caso di ricordarlo. Così sicuramente risparmierete energia e avrete modo di parlare senza distrazioni con la persona che amate. (Fosse anche il vostro solito animale domestico).

4- Abbracciatevi di più e abbassate di un grado il riscaldamento. L’abbraccio vale anche con l’animale domestico preferito. In queste fredde giornate invernali la voglia di tenere il riscaldamento al massimo è tanta: il che significa più polveri sottili e più inquinamento. Resistiamo e se possiamo portiamo la caldaia a 17-18 gradi… accoccolandoci poi sul divano.

5- Regalatevi l’anima, non le cose. Le “cose” sono bellissime, lo sappiamo. Spesso però i regali più belli non si comprano e non si vendono, sono azioni che riempiono l’anima e ci fanno stare in pace col mondo e non oggetti destinati al dimenticatoio. Allora potreste scrivere su un bigliettino tre cose che vi piacciono di voi o del vostro partner. Tre cose per cui vi volete bene, tre cose che vi fanno essere fieri di voi stessi. Non importa che abbiate già una dolce metà o che momentaneamente siate single. Regalarsi un po’ di autoapprezzamento è importantissimo. L’esercizio vale anche se siete in coppia!

Buona festa!

 

In copertina: ©foto 4ever.eu

L’ottimismo fa bene al cuore. Lo dice la scienza

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Voltaire scriveva: “Ho deciso di essere felice perché fa bene alla salute”. Lui non poteva saperlo, però aveva ragione anche dal punto di vista scientifico.

A rivelarlo è uno studio recente condotto dall’Università dell’Illinois che ha esaminato circa 5000 persone di età compresa tra i 45 e gli 84 anni.

Secondo la ricerca, chi ha un’attitudine alla vita positiva, specialmente all’approssimarsi della mezza età e poi della vecchiaia, ha maggiori possibilità di mantenere il proprio sistema cardiovascolare in salute perché è più disposto a prendersi cura di sé.

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©writehealth.co.uk

I parametri presi in considerazione sono stati sette, gli stessi valutati dall’American Heart Association per misurare la salute del cuore: pressione sanguigna, indice di massa corporea, livelli di glucosio e colesterolo nel sangue, cibo assunto, quantità di attività fisica e uso di tabacco. In più si è dovuto tenere conto di età, gruppo etnico e stato di benessere mentale.

A ciascun parametro è stato affidato un punteggio da 0 a 2 e poi i punteggi sono stati sommati: è risultato che le persone più ottimiste e con un grado di benessere mentale maggiore erano quelle con il punteggio più alto e la salute migliore.

Gli ottimisti, infatti, avevano livelli di zucchero e colesterolo molto più bassi delle loro controparti pessimiste: principalmente grazie alla maggiore attività fisica da essi svolta, e di conseguenza un indice di massa corporea nella norma, oltre a una minore propensione al fumo.

Ecco perché decidere di essere felici, di stare bene principalmente con noi stessi è anche salutare.

La ricerca si è conclusa suggerendo di introdurre nelle strategie di prevenzione dei disturbi cardiovascolari anche metodi per favorire il benessere psicologico delle persone.

Tre cose da fare l’anno prossimo

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Come non concludere l’anno con una serie di buoni propositi? Per i prossimi 365 giorni vi proponiamo tre esercizi che possono, forse, aiutarvi a stare meglio.

1- Scrivete, per almeno tre giorni, tre pensieri positivi. Questa iniziativa è girata su Facebook proprio nel periodo di Natale: come una delle solite catene, mirava a coinvolgere gli amici sul proprio profilo e ha riscosso molto successo. Scrivere tutti i giorni, anche solo per tre giorni, i propri pensieri positivi, vi costringe ad ammettere che nella vostra vita non tutto è nero e che si può trovare la positività anche nelle piccole cose. Vi suggeriamo di ripetere l’esercizio almeno una volta al mese.

2- Imparate a dire no. A volte, dire no può essere difficile. Dimostrare di non avere tempo per gli altri, magari per le persone più vicine, sembra un atto di egoismo, ingratitudine. Genera sensi di colpa. Eppure è un esercizio fondamentale per ritagliare un po’ di tempo per se stessi e ricaricare le batterie, entrare in contatto con se stessi per chiedersi se si è felici, se si sta bene, se la strada intrapresa è quella giusta. Allora l’esercizio è questo: prendetevi un pomeriggio/sera tutto per voi almeno una volta alla settimana per fare qualcosa che vi piace e dite no a qualunque altra richiesta.

3- Evitate le parole cattive. Gli insulti, i giudizi affrettati, i pensieri negativi. Verso voi stessi e verso gli altri. Anche se siete arrabbiati e con la vostra rabbia e le vostre parole pensate di colpire qualcuno, in realtà colpirete solo voi stessi. Le parole cattive sono boomerang. Il terzo esercizio, quindi, è quello di lasciarle andare appena compaiono.

E se avete bisogno ancora di qualche spunto per la lista delle cose da fare nel nuovo anno, potete
leggere anche qui.

Siamo tutti un po’ “faccisti”

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Secondo un recente studio della Carnegie Mellon University’s Tepper School of Business di Pittsburgh, in collaborazione con la Princeton University, nessuno è esente da un particolarissimo tipo di razzismo: quello delle facce.

Il ricercatore che ha compiuto l’analisi, Christopher Olivola, ha dimostrato che, anche se ci piace pensare di essere individui “evoluti”, esenti da pregiudizi di ogni tipo (razziale, religioso, sociale). nella maggior parte dei casi le facce degli altri, il loro aspetto, condizionano fortemente i nostri giudizi e le nostre decisioni.

In pratica: se una persona onesta ha un viso che ci sembra poco raccomandabile, automaticamente la considereremo poco raccomandabile, anche se non ha commesso alcun crimine e ci comporteremo di conseguenza. Secondo il gruppo di ricerca, dunque, saremmo tutti colpevoli di pregiudizio verso chi, a una prima impressione, non ci piace.

Questa tendenza superficiale innata è stata chiamata dal team di Olivola “face-ism”, “faccismo”, in assonanza con il termine inglese raceism, ossia razzismo, e condizionerebbe le nostre decisioni, facendoci scegliere a quale candidato politico affidare il voto, a che funzionario della banca far gestire i nostri soldi, quale collaboratore deve lavorare con noi a un progetto, chi consideriamo un potenziale criminale.

Come ovviare a queto pregiudizio inevitabile? Secondo il gruppo di ricerca attraverso una maggiore quantità di informazioni sulle persone con cui abbiamo a che fare.

Come evitare di litigare in vacanza

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Le vacanze devono essere un momento di riposo e rigenerazione dopo mesi di lavoro, preoccupazioni e fatica. Perché appensantirle litigando coi nostri compagni di viaggio, che si tratti degli amici o del partner? Ecco allora qualche dritta per trascorrere l’estate senza conflitti…

1- Definite i vostri desideri e spazi.
Il primo passo per andare d’accordo con gli altri ed evitare bronci inutili è dire chiaramente agli altri cosa si vuole e che tipo di vacanza si ha in mente. Potrebbe essere un’operazione da fare “a tavolino” prima di partire: prendete la guida del posto e dite agli altri dove volete andare, cosa volete visitare, quali sono le tappe che non vi volete perdere. A volte si crea attrito inutile perché i più “forti” del gruppo organizzano tutto senza consultare nessuno, oppure perché, tra partner, l’uno non ha voglia di contraddire l’altro… Dite quello che vi va di fare, decidete ciò che per voi è irrinunciabile: è la vostra vacanza, avete tutto il diritto di riposarvi!

2- Contrattate oppure… sincronizzate gli orologi!
Non esiste la vacanza perfetta: una volta stabilite mete e cose da fare, ci sarà sempre qualcosa su cui dovrete cedere. Potrebbe essere un’occasione per sperimentare cose nuove. Oppure… potete decidere di prendervi qualche ora di solitudine e di fare ciò che volete senza rendere conto a nessuno. Lo spazio per se stessi è importante: vi consente di rigenerarvi e rilassarvi. Ed è a questo, in fondo, che serve una vacanza.

3- Abbiate un’attitudine positiva
In caso di discussioni è fondamentale. A volte serve capire il punto di vista dell’altro per evitare di giudicare e di inasprire i conflitti. Così come è importante non partire prevenuti, armarsi di spirito di adattamento, cercare sinceramente di divertirsi evitando di lamentarsi ogni 5 minuti. Insomma, la buona vacanza dipende anche da noi, non solo dai nostri compagni di viaggio!