La Via per Santiago – Prima tappa: 5 terre

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Parte finalmente il progetto “la Via per Santiago”, una preparazione per arrivare ad apprezzare il significato di un pellegrinaggio del corpo, della mente e dell’anima. Non importa che poi si partecipi davvero alla camminata per la vera meta, Santiago. Il senso di questa proposta è un percorso di crescita personale, un cammino dove la meta sarà non tanto arrivare in un punto preciso, ma la scoperta di se stessi.

Simbolicamente la Via per Santiago rappresenta il percorso che noi affrontiamo nella nostra vita, imparare a compiere un percorso in consapevolezza, sulla strada e nella natura, equivale a compiere lo stesso percorso giorno per giorno nella propria vita.

santiago3LA PRIMA CAMMINATA: SABATO 11 OTTOBRE

La prima camminata preparatoria è prevista per sabato 11 ottobre. Si andrà in Liguria, nel Parco delle Cinque Terre, da Monterosso a Vernazza, su un sentiero immerso nella natura, nel meraviglioso scenario della costa del Mar Ligure.

Il percorso pur essendo di un certo impegno è perfettamente accessibile a persone di qualsiasi età senza particolare preparazione fisica. Durante il tragitto avremo modo di fermarci in luoghi suggestivi, dove sperimenteremo alcune pratiche che comprendono pratiche di meditazione-Mindfulness, Qi Gong esperienze nella natura ed altro ancora.

PROGRAMMA:

La partenza sarà da Milano Centrale con il treno diretto a Monterosso delle 08:10, l’arrivo è previsto verso le 11:00.

Arrivati a Monterosso inizieremo il percorso ed arriveremo nel primo pomeriggio a Vernazza. Qui si potrà fare una sosta ristoratrice: ognuno di noi porterà qualcosa, qualsiasi tipo di vivanda, ma preparata in modo consapevole; anche il pasto, a un certo punto del cammino, verrà consumato nello stesso modo .Nel pomeriggio partiremo dalle cinque Terre verso le 16:15 e ritorneremo con il treno a Milano con arrivo alle 19:50.

Suggeriamo un abbigliamento comodo e un bagaglio dovrà essere essenziale, nel puro spirito del Pellegrino. Ogni cosa superflua dovrà essere lasciata a casa, perché questo è lo spirito di un viaggio del genere, ci saremo solo noi, la nostra energia, la nostra positività e la voglia di percorrere un pezzettino della nostra Via insieme.

Vi chiediamo di farci sapere se siete interessati il prima possibile, per motivi di organizzazione. Per iscrizioni e qualunque altra informazione contattateci ai numeri 3395016281 (Miriam) e 3386234393 (Paolo) oppure CLICCATE QUI.

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Corsi 2014/2015: ecco cosa bolle in pentola

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Cari amici del Centro, è quasi ora di ricominciare! I nostri corsi, vecchi e nuovi, riapriranno ad ottobre. Ecco un breve riassunto di quello che accadrà

Si parte con alcune novità: il Centro ospiterà, il giovedì, dalle 19.00 alle 20.30, un corso di yoga tenuto dalla brava insegnante Gabriella Monti.

Il giovedì ospiteremo anche un Gruppo di mutuo aiuto per ansia e attacchi di panico promosso dalla Lidap – Lega italiana contro i disturbi d’ansia, da agorafobia e da attacchi di panico. Gli incontri inizieranno alle ore 21.15. Se siete interessati, inviateci un messaggio qui  oppure contattate la dottoressa Carcano al numero 339 5016281 .

Con date e orari ancora da definire (ma che vi riveleremo a breve) vi segnaliamo:
– il corso di Reiki (di primo, secondo e terzo livello);
– di Costellazioni familiari, condotto da Brunetta Bertelle.

Anche i corsi “vecchi” subiranno qualche cambiamento:

– la WAY Therapy, condotta da Miriam Carcano, si terrà solo un sabato mattina al mese dalle ore 9.00 alle 12.30, in via Rismondo;
Bioenergetica, come sempre condotta da Lorella Cantaluppi, si terrà il lunedì, dalle 20.30 alle 21.30.
Tai Chi, condotto da Paolo Gorini, rimane il lunedì dalle 19.00 alle 20.15.

NB: per motivi organizzativi, è necessario prenotare le LEZIONI DI PROVA a QUESTO LINK.

 

Per quanto riguarda la Scuola di Counseling, si inizia il 25/26 ottobre. Sono aperte le iscrizioni.

Per gli incontri di Psicologia e Taoismo, respirazioni Buteyko e Il risveglio delle dee, le date sono ancora da definire.

Per informazioni, scriveteci qui.
Vi aspettiamo numerosi!

I pettegoli fanno la società efficiente… forse

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I pettegolezzi potrebbero avere una importante funzione sociale: ad affermarlo è una ricerca recente pubblicata su “Psychological Science”, rivista dell‘Association for Psychological Science, secondo cui le dicerie potrebbero mettere in riga addirittura i bulli!

Come ci insegna il nostro esperto di Taoismo Paolo Gorini, ogni cosa porta in sé almeno un seme del suo contrario: il buio la luce, il nero il bianco, il male il bene, e così via. L’esempio non potrebbe essere più adatto per questa ricerca sul pettegolezzo condotta dal team statunitense formato da Robb Willer, professore associato di Sociologia alla Stanford University, con i co-autori Matthew Feinberg, ricercatore a Stanford, e Michael Schultz dell’University of California-Berkeley.

Secondo gli scienziati, spettegolare non crea (solo) una dannosa esclusione sociale, che mina la fiducia nel gruppo e ha ripercussioni gravi sull’autostima dell’individuo oggetto del gossip; queste informazioni reputazionali sarebbero invece lo strumento giusto per incoraggiare la cooperazione tra le persone e arginare gli individui inaffidabili o che hanno cattive intenzioni, come appunto i bulli.

Lo studio è stato condotto su 216 individui divisi in piccoli gruppi, a cui è stato chiesto di giocare a fare scelte finanziarie a favore del proprio gruppo di appartenenza. Prima di intraprendere la seconda partita e scambiarsi di gruppo, alle persone è stato lasciato il tempo di spettegolare e scambiarsi informazioni sugli altri partecipanti: questo ha reso i secondi gruppi più efficienti, perché le persone più inaffidabili sono state emarginate tramite il pettegolezzo. I ricercatori hanno inoltre notato che il timore del pettegolezzo stesso avrebbe portato gli elementi di “disturbo” a riformare il proprio comportamento.

Un’arma efficace, insomma, che però non tiene conto dei meccanismi psicologici che può generare: insicurezze, paure, senso di fallimento e di esclusione di chi non sta al passo o che non si uniforma al pensiero collettivo. E se, invece di incoraggiare i pettegolezzi reciproci e l’atteggiamento del “tutti contro uno”, i ricercatori avessero invece favorito il dialogo, l’ascolto e l’integrazione tra le parti discordanti, cosa sarebbe successo?

[fonte: Adnkronos]

Tai Chi e Shiatsu, novità del 2014

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Ancora buon anno, cari amici del Centro! Questo 2014 ci sta già portando delle novità: il nuovo corso di Tai Chi Chuan e i trattamenti shiatsu. Chi è dei nostri?

TAI CHI
Ogni lunedì, a partire dal 20 gennaio, il nostro amico Paolo Gorini terrà un corso di Tai Chi Chuan dalle 19.00 alle 20.00.
Questa disciplina si definisce arte marziale “interna” perché, pur mantenendo una vaga connotazione marziale, ha perso quasi ogni aspetto legato al combattimento per favorire invece uno studio delle energie più sottili.

Le sue funzioni sono molteplici: il Tai Chi è infatti ottimo per ritrovare la propria centratura, aumentare la consapevolezza di sé e del proprio corpo, migliorare le proprie qualità psicofisiche, stimolare le capacità di autoguarigione dell’organismo, mantenere l’elasticità delle articolazioni, liberare la mente e sconfiggere lo stress.

Non ci sono cointroindicazioni, solitamente il Tai Chi è indicato come una disciplina adatta a tutti. E’ possibile fare una lezione di prova gratuita, prima di iscriversi al corso.

SHIATSU
L’altra novità di inizio anno sono i trattamenti shiatsu, praticati sempre da Paolo Gorini: si eseguono solo su appuntamento, per cui è necessario concordare giorno e ora o direttamente col terapeuta, oppure contattandoci a questo link  o inviando una e-mail a questo indirizzo ilsegretodellacqua@libero.it.

Il termine “shiatsu” in giapponese significa premere con le dita: con una pressione lieve, esercitata su determinati punti del corpo, si favorisce il benessere psicofisico della persona e il ripristino del suo stato di salute naturale.

Per informazioni sui costi del corso e delle sedute, potete scrivere qui. 

L’importanza di chiedersi “Who Are You” – il Tao e la WAY

Miriam e Paolo durante la presentazione del corso Psicologia e Taoismo

Miriam e Paolo durante la presentazione del corso Psicologia e Taoismo

Che differenza c’è tra taoismo e psicologia? Nessuna, se entrambi portano a percorrere la via interiore alla scoperta di sé. Parola di Paolo Gorini, il nostro esperto di taoismo che avete conosciuto all’open day e che oggi ci racconta la sua esperienza durante la WAY.

Nella visione taoista, il Tao viene indicato come “La Via” una strada, un percorso, che non ha un vero inizio e non ambisce ad una fine: il tutto si svolge solamente, procede, capita, non a caso. Il percorso, la via, è solo all’apparenza retto, dritto, davanti e dietro di noi: in realtà, la visione di questo percorso è circolare, e come per un cerchio, appunto, non sapremo mai dove sia stato tracciato dall’inizio, così come non potremo vedere quella che è l’ipotetica fine del procedere che si perderà ancora nel punto dove è iniziato, il tutto sarà solo un cammino, una Via. Ogni punto del percorso, diventerà quindi un potenziale inizio, ogni punto del percorso potrà segnare una fine. In realtà ogni più piccolo punto della Via sarà solo un passaggio di consapevolezza, nulla comincia, nulla finisce, ma tutto evolve.

Qual è quindi il senso del percorso? Il senso del cammino su questa Via è la conoscenza di sé, la presa di consapevolezza del proprio essere e del proprio procedere.

Se dovessimo mai stabilire quale sia il punto di partenza del nostro percorso, potremmo pensare che sia una domanda, un quesito rivolto a sé stessi: “chi sono Io?”. Questo quesito sta alla base di tutto, e la risposta non la troveremo scritta in nessun libro, la risposta è disseminata proprio lungo la Via, quel lungo sentiero personale che saremo tenuti a percorrere, che saremo chiamati a svolgere, per scoprire noi stessi. Scopriremo che i mezzi per percorrere questo sentiero sono molti, ognuno dei quali ci accompagnerà per un tragitto, più o meno lungo, più o meno comodo, più o meno difficile, più o meno sofferto, arriverà il momento che il mezzo che ci ha consentito di fare una breve o lunga strada avrà terminato la sua funzione, dovremo a questo punto trovarne un altro, più adatto, più specifico, più evoluto, scopriremo che questo mezzo dovremo anche imparare ad usarlo, a poterlo direzionare per rimanere sempre costantemente sulla nostra Via e anche se anche noi saremo i veri guidatori di questo mezzo, avremo comunque sempre bisogno di una guida, di qualcuno che ci precede, ha già fatto e conosce un pezzo del percorso che ancora ci aspetta.

Nel momento in cui incontreremo questa guida ed avremo compreso che è proprio la persona adatta a farci vedere il proseguo della nostra Via, non avremo che da affidarci a lei e percorrere con essa, quello che ci rimane da percorrere fino al prossimo punto, fino alla prossima meta, che determinerà un nuovo inizio, certamente più nostro, più evoluto e più consapevole. Da anni, sto percorrendo la mia personale Via, ho utilizzato molti mezzi, così come ho avuto la fortuna di incontrare persone in grado di farmi mettere a fuoco il mio percorso a venire.

Il mio percorso mi ha portato, ora, all’ennesimo punto disseminato sulla mia personale Via, ad incontrare il Centro dell’Essere e sperimentare un nuovo mezzo per procedere, la W.A.Y Therapy. Interessante notare come WAY in inglese stia a significare Via e come l’acronimo Who Are You ponga la domanda che sta proprio all’inizio di ogni percorso di autoconoscenza e consapevolezza: “chi sei tu?” Interessante notare come la stessa way therapy sia costituita da un’infinità di mezzi con i quali procedere lungo il proprio percorso e di come ognuno di questi mezzi sia sapientemente e delicatamente condotto da chi l’ha ideata.

La conducente in questo caso, è una presenza determinante, determinata ed allo stesso tempo delicata e discreta, che lascia che ognuno dei mezzi messi a disposizione venga percepito, conosciuto ed utilizzato, fino a poterlo sapientemente dirigere, fino a permettere che ognuno possa continuare da solo a percorrere il proprio percorso di vita, di consapevolezza, la propria Via.

Paolo Gorini