Che figuraccia!

brutta figuraVi è sicuramente capitato almeno una volta nella vita di fare una figuraccia e di sentirvi terribilmente in imbarazzo subito dopo. Per esempio scivolare o andare a sbattere contro qualcuno o qualcosa mentre state rispondendo a un messaggio del telefonino, rendendovi ridicoli, o fare un commento acido su una persona che, accidentalmente, vi sta ascoltando…

Un “attacco di vergogna” può capitare a tutti e può essere più o meno intenso, derivante da distrazioni, errori accidentali, autoconsapevolezza, perdita di freni inibitori (come quando si beve un po’ troppo a cena).

Che fare perché questa sensazione momentanea non ci faccia cadere in preda all’ansia? Dobbiamo sicuramente ricordare che:

siamo esseri umani e in quanto tali siamo imperfetti, possiamo sbagliare. Capita a tutti quanti di fare uno scivolone (sia metaforicamente, sia letteralmente). Smettiamo di pensarci di continuo e nel caso scusiamoci con la persona con cui abbiamo fatto la figuraccia!

– anche gli errori e le figuracce capitano per un motivo: se adottiamo questo punto di vista, anche un momentaccio può trasformarsi in un’occasione di crescita;

dobbiamo perdonarci. Siamo i nostri giudici peggiori e più severi e spesso un eccesso di autoregolamentazioni e paletti finiscono per farci entrare in circoli viziosi poco piacevoli. Forse, a volte, conviene di più essere “genitori affettivi”, perdonarci e dire a noi stessi allo specchio che ci vogliamo bene nonostante tutto, che “genitori normativi” pronti ad autofustigarci al minimo errore…

siamo certi che passerà. Una brutta figura non è la fine del mondo… date tempo al tempo: prima o poi nessuno se ne ricorderà più, nemmeno voi!

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16 e 17 marzo – Torna il corso sul Metodo Buteyko contro asma, allergie e attacchi di panico

allergyAl Centro dell’Essere di Seregno si torna a parlare di ansia e attacchi di panico: per metà marzo è previsto il corso sul Metodo di respirazione Buteyko, condotto dall’istruttore Carlo Carlesi

Il metodo è efficace per combattere anche asma, allergie, ipertensione, apnee notturne e tante altre patologie.

L’appuntamento è per sabato 16 e domenica 17 marzo e sarà preceduto venerdì 15 alle ore 21.00 da una conferenza di presentazione dello stesso istruttore. Durante le due giornate saranno presentate e sperimentate dai partecipanti semplici tecniche studiate dal medico Russo K. Buteyko e approvate dal ministero della sanità russo fin dal 1985.

Per saperne di più, vi rimandiamo all’intervista rilasciataci da Carlo Carlesi.
Come funziona il metodo Buteyko

Gli orari delle due giornate
Sabato 9,30 – 12,30; 14,30 – 18,00
Domenica 9,30 – 12,30

Per le iscrizioni è necessario inviare una e-mail all’indirizzo info@buteykoclinic.it oppure telefonare all’istruttore al numero 347 9643836 specificando recapito telefonico e i problemi di salute per i quali si vuole frequentare il corso. Per maggiori informazioni, è possibile infine visitare il sito ufficiale Buteyko Clinic.

La deaQualche giorno fa, al Centro ci siamo trovate in tante per partecipare al seminario “Il risveglio della Dea“. Un’esperienza molto intensa che ci ha arricchite tutte e venti.

L’idea è venuta a Miriam e Lorella leggendo il libro “Le dee dentro la donna”: ciascuna di noi racchiude in sé alcune caratteristiche degli archetipi divini femminili e li esprime nella vita di tutti i giorni, nei rapporti con gli altri, negli affetti. Ciascuna di noi assume pregi e difetti di quella che è, diciamo, la sua dea “di riferimento”.

Ogni donna è Afrodite, è Atena, è Artemide, è Era, ma è anche una Grande Madre, una creatrice, un essere che dà la vita. Attraverso lo studio delle antiche statuette preistoriche, abbiamo appreso che anticamente il corpo della donna era considerato sacro e venerato proprio per la sua capacità di generare… non come oggi che è oggetto di tante critiche e mortificazioni!

In questa nostra epoca moderna abbiamo perso la memoria di quale sia il nostro potenziale, perché siamo abituate a non considerarlo, a sminuirlo… ma c’è. Da qui, l’idea di Miriam e Lorella di proporre una serie di incontri per riappropriarci del nostro “essere dee”. Il tema di questa prima giornata è stato “Imparare a prendersi cura di sé”.

Abbiamo re-imparato a coccolarci; attraverso la fiaba di Barbablu abbiamo cercato la chiave dello stanzino buio dell’anima, quello in cui di solito richiudiamo i talenti e i sogni dimenticati, cadendo in balìa del nostro predatore interiore; abbiamo capito che le forze che caratterizzano la vita di ciascuno sono l’amore e la paura: la prima spinge ad agire, la seconda ci fa impantanare. Abbiamo anche capito che il coraggio di cambiare e di scegliere la strada che ci detta il cuore è già dentro di noi, dobbiamo affinare l’istinto.

Il tutto “condito” con bellissima musica d’arpa.

Al Centro non vediamo l’ora di ripetere questa esperienza.

Vi aspettiamo,
Chiara, dello staff del Centro dell’Essere

 

5 buoni motivi per seguire il gruppo di W.A.Y. Therapy

 

1- Perché c’è una guida, non solo un ascoltatore.
Nella W.A.Y. Therapy, il conduttore (in questo caso la psicologa psicoterapeuta Miriam Carcano) non è solo colui/colei che ascolta i membri del gruppo, le loro sofferenze, i loro problemi, ma è soprattutto colui/colei che propone un percorso del benessere interiore.

2- Perché ad ogni incontro si affronta un argomento specifico per volta.
Finora abbiamo parlato dell’ego e delle sue trappole, di cos’è la mente e come gestirla, dei veleni mentali come l’ignoranza, l’attaccamento, l’odio, l’invidia, l’orgoglio e di come superarli, dell’autoconsapevolezza, dell’accettazione, del senso di colpa.

3- Perché non basta parlare, servono azioni pratiche per affrontare quello che ci fa stare male.
Esistono, ad esempio, tecniche per non sentirsi in colpa? Modi in cui possiamo riconoscere i “colpevolizzatori”? Nel gruppo di W.A.Y. Therapy indaghiamo insieme i “trucchi” per non farci intrappolare nei meccanismi della mente (nostra o altrui) e proviamo a metterli in pratica nella vita quotidiana.

4- Per scoprire cosa vogliamo davvero, quale sia la nostra strada.
Il gruppo di W.A.Y. serve anche o forse soprattutto a chiederci: “Chi sono io? Dove voglio andare? Cosa voglio realizzare nella mia esistenza?”. Ogni argomento dibattuto è un passo verso la scoperta di sé, verso l’autoconsapevolezza, la centratura e quindi la serenità.

5- Perché la serenità è contagiosa.
Talmente contagiosa che noi speriamo sia un virus che si diffonda presto! Riuscire a comprendere e smantellare i meccanismi attraverso cui inneschiamo i veleni mentali ci porta a essere persone più libere, più amorevoli verso se stesse e verso il prossimo. Conoscere se stessi e accettarsi è il primo passo per creare un mondo migliore.

12-14 ottobre – Yogafestival a Milano

Se alla fin di settembre siete già stanchi e stressati e non sapete come affrontare il resto dell’autunno, lo Yogafestival è la manifestazione che fa per voi

Ne abbiamo già parlato diverse volte. Questo festival, tutto dedicato allo yoga, è nato sette anni fa a Milano per far conoscere questa disciplina ai più e scardinare l’idea un po’ radical-chic che si trattasse di una pratica per pochi eletti.

Oggi allo Yogafestival si può partecipare a seminari di yoga, ma anche venire in contatto con diverse altre discipline al servizio del benessere psicofisico della persona, come la bioenergetica o l’ayurveda. Non mancheranno le conferenze, il ristorante vegano e l’emporio yoga.

Il tema 2012 sarà “We share”, condividiamo: un modo per vivere in armonia con la natura, con gli altri e con noi stessi, per rimanere in contatto col mondo e per non isolarsi in questo difficile momento di crisi

Anche quest’anno, inoltre, è possibile proporsi come volontari e partecipare gratuitamente a uno dei seminari proposti, basta cliccare qui.