Il Tao nella modernità – intervista a Paolo Gorini

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Come sapete, il 26 ottobre si terrà al Centro dell’Essere il primo seminario dedicato alle tematiche d “maschile e femminile”. Chi poteva parlarcene meglio di Paolo Gorini, conduttore del corso insieme a Miriam e esperto di Taoismo? Ecco la sua intervista!

Com’è nata l’idea di un corso che integrasse psicologia e via del Tao?
L’idea è nata in seguito ad un percorso di collaborazione e di interesse per il rispettivo orientamento lavorativo, ossia psicologia per Miriam e insegnamento di Tai Chi Chuan e trattamenti Shiatsu per me. Abbiamo capito che la radice di alcuni problemi di relazione, o di disturbi di comportamento, è indissolubilmente legata agli aspetti di ruolo, cioè a disarmonie fra lato maschile e femminile presenti contemporaneamente all’interno di ogni persona.
In pratica, nel momento in cui si sviluppa una carenza o un eccesso in uno dei due lati, si genera uno squilibrio, che poi condiziona direttamente o indirettamente tutti gli altri aspetti psicologici, fisici e relazionali delle persone che li vivono. Ci siamo dedicati alla ricerca di informazioni o studi già consolidati su questa tematica, che percepivamo essere di fondamentale importanza e che tornava continuamente nelle nostre pratiche seppur così diverse. Proprio durante questo confronto abbiamo scoperto che lo studio psicologico e l’approccio Taoista erano perfettamente complementari nel raggiungimento di un obbiettivo comune, il benessere delle persone.
Abbiamo quindi deciso di provare ad affrontare insieme questi aspetti sul campo, producendo uno studio congiunto, dal quale è poi nato questo corso.

In particolare, come può il Tao aiutare a integrare i concetti di maschile e femminile?
La visione Taoista del mondo si fonda su due grandi archetipi prodotti dal manifestarsi del Tao.
Yin e Yang due concetti in base ai quali tutti i fenomeni possono essere classificati e dai quali è possibile comprendere e rappresentare tutto il mondo reale nel suo continuo, incessante, ciclico trasformarsi. La radice fondamentale dell’archetipo Yin è proprio la femminilità, in tutti i suoi aspetti più profondi, così’ come la radice fondamentale dell’archetipo Yang è la quintessenza del maschile. Tutto quello che si sviluppa in seguito parte da questa radice di femminile e maschile che si relazionano tra loro armoniosamente: il giusto equilibrio tra i due è in grado di generare qualsiasi altra cosa o situazione, sia all’interno della persona che nell’universo circostante.

In cosa il concetto di Tao può aiutare chi vive nella società moderna?
La visione Taoista percepisce l’universo e l’uomo inseriti in un grande disegno comune, dove tutto è in relazione con tutto. Se all’apparenza l’approccio potrebbe sembrare vagamente esoterico, in realtà è semplicemente la visione dell’essere umano legato indissolubilmente all’ambiente naturale che lo ha portato a compiere un’evoluzione così radicale e profonda da elevarlo dal mondo animale.
La via che il Taoismo si propone di seguire è principalmente un ritorno alla natura, se ci pensiamo, la specie umana si è evoluta in milioni di anni e nel più recente spicchio della nostra storia evolutiva siamo stati in grado di imprimere un’impressionante accelerazione a tutto. Il problema più grande è dovuto alla velocità con la quale la tecnologia sta cambiando le nostre abitudini e quindi noi stessi. Se da un lato è stato proprio l’uomo a compiere un salto così grande in pochissimo tempo, dall’altro facciamo estrema fatica a stare al passo con il mondo che cambia, perché i cambiamenti radicali devono invece rispettare dei tempi naturali che favoriscano il costante e continuo adattamento.
Percorrere la via Taoista vuol dire tentare di cambiare l’ottica con la quale facciamo le cose e riprenderci il giusto tempo per poter seguire i grandi cambiamenti che avvengono a livello sociale, ma soprattutto personale.
Tornando all’oggetto di questo corso, il concetto di maschile e femminile, o meglio il ruolo di maschio e femmina, che è stato fondamentale e determinante per la sopravvivenza della specie dalla notte dei tempi, negli ultimi decenni, per vari motivi, è stato messo profondamente in discussione, in alcuni casi anche giustamente se vogliamo, però, l’eccessiva velocità con la quale è avvenuto, ha provocato profondi squilibri psicologici e comportamentali nelle persone. Percorrere la via Taoista ci aiuta a «riadattarci».

 
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7 aprile, Il risveglio della Dea – Il labirinto

_DSC0228_210Continuano al Centro dell’Essere i seminari dedicati all’autoconsapevolezza delle donne. Quello del prossimo 7 aprile avrà come tema principale il labirinto, antico strumento di ricerca del divino dentro di sé

Si parte dal labirinto di Dedalo e Icaro, passando per quello medievale di Chartres, per arrivare alle riproduzioni “moderne”, come quella presente a San Francisco, alla Grace Cathedral: questi strumenti di ricerca del divino affondano le proprie radici addirittura nella tradizione preistorica, quando era in uso il culto della Dea Madre.

Il seminario di domenica 7 aprile, condotto dalle psicologhe psicoterapeute Miriam Carcano e Lorella Cantaluppi, sarà dunque incentrato sul tema della riscoperta di sé, del viaggio dentro se stesse per riscoprire passioni, talenti, verità interiori di ogni donna.

Da secoli, infatti, il labirinto è considerato una metafora per giungere al centro del proprio essere al fine di integrare corpo, mente e spirito per continuare il percorso della vita con sempre maggior consapevolezza e gratificazione.

Lo scopo di questo incontro sarà quello di portare ogni donna al centro di se stessa per far emergere la propria guida interiore che la aiuti a procedere con chiarezza, determinazione e soddisfazione; a riconnettersi con l’intuito e la forza interiore per ritrovare equilibrio e benessere lasciando andare il dolore dell’anima.

Il seminario si svolgerà dalle ore 9.00 alle ore 16.00.
E’ possibile iscriversi entro il 24 marzo; il costo dell’incontro è di 90 euro.
Si può prenotare telefonicamente al numero della dottoressa Carcano (339 5016281) oppure compilando questo form.

I nostri incontri sul Risveglio della Dea sono aperti a tutte le donne, anche a quelle che non hanno partecipato a incontri precedenti o ad altri gruppi.

Donne che corrono coi lupi

Prendete una matita e tenetela con voi sul comodino fino al termine della lettura di questo libro, vi servirà. Sfogliando il primo (e più celebre) testo di Clarissa Pinkola Estés non si può fare a meno di sottolineare intere frasi, appuntare considerazioni da ricordare in seguito, tornare indietro a paragrafi già letti e magari sottolinearli di nuovo.

Non stupisce che Donne che corrono coi lupi abbia avuto, dagli anni Novanta ad oggi, un successo planetario fondato sul passaparola: fin dalle prime pagine e dal racconto della Loba e poi di La que sabe, la Donna selvaggia primordiale che vive nell’inconscio femminile, le parole della Estés toccano ogni donna nel profondo, aiutandola a guardarsi dentro, a comprendersi, ad affrontare le tappe di un percorso di crescita spirituale a volte difficile ed irto di pericoli.

La fortuna del libro è fatta dagli archetipi, dalle “favole” di cui è composto: la psicanalista junghiana, analizzando diversi racconti della tradizione popolare e sogni ricorrenti, descrive in modo semplice cosa accade alla nostra psiche quando viene sopraffatta da energie negative e distruttive, come ad esempio il crudele Barbablu, metafora del predatore dell’inconscio che annulla l’intuito femminile. Per riappropriarsi della sua natura selvaggia e profonda, la donna dovrà lottare, inoltrarsi in buie foreste, conoscere terribili (ma sagge) streghe, lasciar morire ciò che deve morire e vivere quello che deve invece vivere.

Raccontare, descrivere, recensire questo testo è comunque riduttivo. Va semplicemente tenuto a portata di mano, letto, aperto a caso in momenti di difficoltà oppure in momenti felici: l’antica e magica tradizione popolare sarà sempre lì, pronta a dare buoni consigli e ad accompagnare per mano qualunque donna ne faccia richiesta.

Clarissa Pinkola Estés
Donne che corrono coi lupi
Frassinelli editore
20,00 euro