Un viaggio dentro al labirinto – racconto del seminario del 7 aprile

Il risveglio della dea_cerchio

Nel labirinto non ci si perde, ci si trova. Lo abbiamo detto più volte. Quella del labirinto è una strada tortuosa, complessa, arzigoloata, inaspettata (come la vita), ma porta sempre da qualche parte. Non è mai un vicolo cieco, ma sempre un percorso  dal mondo all’anima e dall’anma al mondo. Difficile, molto spesso, ma autentico, perché smuove le forze del profondo.

L’esperienza col labirinto, che abbiamo vissuto lo scorso 7 aprile al Centro dell’Essere di Seregno, è stata diversa per ognuna delle 16 donne presenti al seminario condotto dalle psicologhe psicoterapeute Lorella Cantaluppi e Miriam Carcano. Per tutte è stata l’occasione  per percorrere un pezzetto di strada e imparare a coltivare buone abitudini interiori, come l’autenticità, l’autocompassione, la gratitudine e la gioia, l’introspezione.

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Coltivare l’autenticità vuol dire accettare di essere imperfette, ma non solo.Vuol dire concedersi di essere diverse da come il mondo ci vuole, senza giudizio o colpevolizzazione, lasciando spazio alla propria natura.

Introdurre nel proprio percorso l’autocompassione vuol dire essere gentili con se stessi, perdonarsi, accettarsi, non giudicarsi. Uscire da quello che i buddhisti chiamerebbero il veleno mentale dell’ignoranza, vedendo e accettando consapevolmente la realtà.

Camminando lungo il labirinto abbiamo imparato che la gratitudine incondizionata verso la vita, senza cioè che sia accaduto qualcosa di particolare, smuove energie positive. Una sorta di legge dell’attrazione per iniziare a godere della nostra vita e di quello che ci propone, anche quando si tratta di lezioni dure.

La strada verso il centro del labirinto ha conciliato l‘introspezione e ci ha portato anche la consapevolezza della nostra natura spirituale, aiutandoci nella concentrazione, separando la mente di superficie, quella immersa nei sumori del mondo, da quella profonda, che fa sentire la sua voce solo nel silenzio del cuore.

Chiudiamo con le parole di Michela, una delle partecipanti:

E’ stato un viaggio che mi ha aiutato a comprendere e a sentire l’importanza di trovare, guardare, entrare in contatto e abbracciare il mio Io più profondo e autentico, senza giudizi, con comprensione e accettazione. E come l’altra volta, la vicinanza e la condivisione con le altre Dee è stata calda, rassicurante ed emozionante.

Vi aspettiamo al prossimo seminario…

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